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pubblicato il 09/dic/2014 13:53

Pizzarotti attacca: non vado da nessuna parte, mi rispettino

Grillo: non mi faccio crocifiggere da mediocri

Pizzarotti attacca: non vado da nessuna parte, mi rispettino

Parma, 9 dic. (askanews) - All'attacco Federico Pizzarotti, il sindaco Cinquestelle che sabato a Parma, con 400 sostenitori per parlare di statuto comunale e di regole interne al movimento, ha dribblato Beppe Grillo, Casaleggio e il nuovo Direttorio, non curante delle nuove minacce di esplusione: "E' stata una vera e propria coscienza critica, che ci servirà per crescere", chi era presente all'agorà "non è meno attivista di altri".

In difesa il leader del M5s, il quale, non appena spenti i riflettori sulla città emiliana, ha acceso le telecamere di casa sua per marcare il territorio: "Nonostante tentativi di seppellimento sono vivo più che mai, non mi faccio crocifiggere da questi mediocri: reagiremo e la nostra reazione sarà straordinaria". Il primo tempo del derby in casa Cinque Stelle è finito così: senza scissioni interne e, al momento, senza provvedimenti dell'allenatore verso gli indisciplinati.

Che non si trattasse di un "raduno dei dissidenti" Pizzarotti l'ha ripetuto in un crescendo continuo, aggiungendo nel corso della giornata dettagli e precisazioni, non lasciando che montassero le polemiche arrivate anche attraverso twitter al motto #FigliDelleStelle, dando spazio invece al dibattito (mezz'ora prima di pranzo e poco più di un'ora nel pomeriggio), citando Rosa Louise Parks e proiettando un monologo di Will McAvoy, l'hanchorman della serie tv americana The Newsroom.

"Dobbiamo poterci dire al nostro interno le cose che non funzionano - prova a spiegare il sindaco di Parma - i veri nemici sono fuori. Non vado da nessuna parte, io sono nel Movimento 5 stelle e vorrei che mi riconoscesse per quello che sto facendo", invece "mi scrivono 'sei stato messo lì da Grillo, taci'".

"Ci vuole rispetto - ribadisce Pizzarotti -, io ci ho messo la faccia, ho una famiglia; dobbiamo essere liberi" anche di criticare, ma poi "sempre uniti".

Incalzato da cronisti e attivisti, ha voluto fissare un paletto sulle ultime espulsioni, chiedendo ai "ragazzi del Direttorio" di mettere mano alle regole del Non Statuto che necessita un po di manutenzione: "Non va bene la parola congresso? Chiamiamolo come vi pare, ma vediamoci, facciamo più incontri come questi, per rivedere alcune regole", come quella che a mo di ghigliottina, dal giorno alla notte, caccia dal movimento eletti, consiglieri o parlamentari, anche se molti di loro, afferma Pizzarotti, "non hanno fatto nulla, ma sono stati esclusi senza discussione".

A Parma era atteso anche il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, che se l'è cavata con un saluto inviato per mail e un post su Facebook l'indomani per prendere le distanze dal collega: "Lungi da me il credere in qualcosa d'altro che non sia un movimento senza Beppe. Voglio che sia chiaro a chi non lo ha ancora capito che io sto con Beppe senza se e senza ma". In sala, invece, sono presenti parecchi dissidenti, qualche cacciato (Maria Mussini, Maurizio Romani, Alessandra Bencini, Laura Bignami e Bartolomeo Pepe), l'eurodeputato Marco Affronte e altri parlamentari (Marco Baldassarre, Sebastiano Barbanti, Christian Iannuzzi, Gessica Rostellato, Walter Rizzetto, Giulia Sarti, Mara Mucci, Eleonora Bechis, Michela Montevecchi, Tancredi Turco). Per tutto il tempo ad ascoltare il dibattito c'è anche Andrea Defranceschi, l'ex consigliere regionale dell'Emilia-Romagna allontanato a poche settimane dalle elezioni per il post-Errani perché finito, come tutti gli altri partiti, nell'inchiesta sulle "spese allegre" in Assemblea legislativa. "Ammettiamo gli errori e mettiamoli da parte - ha chiesto Baldassarre -, cerchiamo di recuperare il danno fatto ad alcune persone". "Il nome di Grillo nel simbolo? Non è tabù - per Sarti - ma qualcosa di cui si può parlare".

Anche Beppe Grillo, nel suo video, non lesina citazioni scomodando perfino Benedetto Croce nel suo avvertimento ai ribelli di Parma: il M5s "andrà avanti come una spada; noi siamo nella corrente giusta" perché "fare la rivoluzione significa mettere le persone oneste al posto giusto". E Pizzarotti il giorno dopo, accendendo l'albero di Natale in piazza, tira su le spalle: "Sono fiero e orgoglioso di essere sindaco della mia splendida Parma". Tanto è fiducioso: "Il passo indietro di Grillo? E' già nei fatti". Pat

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