lunedì 23 gennaio | 02:10
pubblicato il 29/ott/2013 12:00

Più di 3mila religiosi e suore lasciano ogni anno vita consacrata

Carballo: la società dello zapping non facilita scelte definitive

Più di 3mila religiosi e suore lasciano ogni anno vita consacrata

Città del Vaticano, 29 ott. (askanews) - Più di 3.000 religiosi religiose hanno lasciato ogni anno la vita consacrata. E' il dato allarmante fornito da mons. José Rrodriguez Carballo, segretario della congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica (il dicastero vaticano responsabile dei religiosi) nel corso di un convegno. Il nostro dicastero - ha detto il francescano in un testo pubblicato nel pomeriggio dall'Osservatore Romano con il titolo "Crisi delle vocazioni religiose? E' colpa dello zapping" - in 5 anni (2008-2012) ha dato 11.805 dispense: indulti per lasciare l'istituto, decreti di dimissioni, secolarizzazioni ad experimentum e secolarizzazioni per incardinarsi in una diocesi. Si tratta di una media annuale di 2.361 dispense. La Congregazione per il Clero, negli stessi anni, ha dato 1.188 dispense dagli obblighi sacerdotali e 130 dispense dagli obblighi del diaconato. Sono tutti religiosi: ciò fa una media per anno di 367,6. Sommando questi dati con gli altri, abbiamo quanto segue: hanno lasciato la vita religiosa 13.123 religiosi o religiose, in 5 anni, con una media annuale di 2.624,6. Ciò vuol dire 2,54 ogni 1.000 religiosi. A questi bisogna aggiungere tutti i casi trattati dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Secondo un calcolo approssimativo ma abbastanza sicuro, questo vuol dire che più di 3.000 religiosi religiose hanno lasciato ogni anno la vita consacrata. Nel computo non sono stati inseriti i membri delle società di vita apostolica che hanno abbandonato la loro consacrazione, né quelli di voti temporali. Certamente i numeri non sono tutto, ma sarebbe da ingenui non tenerne conto". Carballo ha aperto insieme al suo prefetto, il cardinale brasiliano Joao Braz de Aviz l'incontro dal titolo "Fedeltà e perseveranza vocazionale in una cultura del provvisorio" presso l'Antonianum di Roma. "Quando si cerca di individuare le cause o di proporre degli orientamenti, penso che sia necessario fare una radiografia, pur breve e limitata, della società da cui provengono i nostri giovani, i giovani che si rivolgono a noi, così come delle fraternità che li accolgono", afferma Carballo. "Viviamo, anche, in un tempo che possiamo definire il tempo dello zapping. Zapping, letteralmente, vuole dire: passare da un canale all'altro, servendosi del telecomando, senza fermarsi su nessuno. Simbolicamente, zapping, significa non assumere impegni a lungo termine, passare da un esperimento all'altro , senza fare nessuna esperienza che segna la vita. In un mondo dove tutto è agevolato, non c'è posto per il sacrificio, né per la rinuncia, né per altri valori simili. Invece, questi sono presenti nella scelta vocazionale che esige, pertanto, di andare controcorrente, come è la vocazione alla vita consacrata".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Nato
Emiliano: Trump ignora la Nato? Potremmo rinegoziare trattati
Usa
Gentiloni: Trump? Collaboreremo ma abbiamo i nostri valori
Pd
Emiliano: se qualcuno apre il congresso mi candido segretario Pd
Governo
Gentiloni: D'Alema non aiuta la discussione, troppo polemico
Altre sezioni
Salute e Benessere
Nuove postazioni di telemedicina italiana no profit in Africa
Motori
John Lennon, all'asta la sua Mercedes-Benz 230SL Roadster
Enogastronomia
Formaggi, yogurt, mozzarelle: ora obbligatorio indicare l'origine dellatte
Turismo
Via in Uruguay i 40 giorni del carnevale, il più lungo del mondo
Energia e Ambiente
Pericolo estinzione per il 60% di tutte le specie di primati
Moda
Moda Parigi, l'eleganza rilassata dell'uomo Louis Vuitton
Scienza e Innovazione
Spazio: da Cassini primo piano per Dafni, piccola luna di Saturno
TechnoFun
Cyber attacchi, dal 2001 in Italia hackerati 12mila siti web
Sistema Trasporti
Confermato avvio lavori di interconnessione tra Brebemi e A4