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pubblicato il 09/dic/2015 21:19

Pisapia spiazza Si, Renzi apprezza (abbastanza) mossa sindaco

E la sinistra Pd ora inizia a pensare al Sindaco Milano come federatore

Pisapia spiazza Si, Renzi apprezza (abbastanza) mossa sindaco

Roma, 9 dic. (askanews) - L'appello di Giuliano Pisapia, Massimo Zedda e Marco Doria crea più problemi a sinistra del Pd che in casa di Matteo Renzi, anche se il premier non intende trasformarlo in un sostegno alla candidatura di Francesca Balzani. Il dato politico immediato, però, è che il manifesto dei tre sindaci taglia la strada a quanti in Si, e magari anche nella minoranza Pd, avevano pensato di usare Milano - ma anche Roma - per un bis delle primarie liguri dello scorso gennaio. Non a caso, fa notare un parlamentare Pd, una delle reazioni più negative è stata proprio quella di Sergio Cofferati, l'uomo che ribaltò il tavolo in Liguria lo scorso anno aprendo la strada alla divisione tra l'area alla sinistra del Pd e i democratici. Certo, non tutti i passaggi dell'appello piacciono a Renzi, quel richiamo alla "continuità" che evoca un sostegno alla Balzani il premier non lo condivide, ma per ora preferisce incassare la divisione del fronte alla sua sinistra.

Nel manifesto di Pisapia e degli altri, infatti, la neonata Sinistra italiana non viene nemmeno citata. "E' indispensabile - scrivono i tre sindaci - ripartire dalle forze politiche che, insieme al civismo autentico, compongono, in gran parte d'Italia, il centrosinistra e che, con differenze ma unità di intenti, hanno saputo vincere e governare. Quelle forze sono principalmente il Partito democratico, perno e componente maggioritaria, e Sel". Un dettaglio che "non è affatto casuale", come ammettono proprio dalle parti di Sel.

Del resto, già dopo l'incontro tra Renzi e Pisapia della scorsa settimana dentro Sinistra italiana c'era l'ala dura che escludeva a priori l'ipotesi di ritirare la candidatura di Majorino e, eventualmente, sostenere Sala in caso di successo alle primarie.

Ma, come ammette oggi il bersaniano Davide Zoggia, "certo non si può fare come si è fatto in Liguria. Si fanno le primarie e si sostiene il vincitore, anche se fosse Sala. E per questo credo che serve un chiarimento anche nella sinistra Pd: forse sarebbe bene evitare due candidati in competizione come Balzani e Majorino... E penso che sia utile guardare proprio all'esperienza di sindaci come Pisapia e Zedda per ricostruire il centrosinistra".

Esattamente il contrario di quello che pensa Cofferati: "Cari Pisapia, Zedda e Doria, - scrive su Huffington post - il centrosinistra non esiste più. Risulta incomprensibile una loro richiesta di unità che prescinda sia dal giudizio sull'amministrazione che dalle possibilità di garantire una continuità effettiva". La mossa di Pisapia & C. rende molto più difficile l'idea, ribaidta da Fratoianni, di fare corsa solitaria in molte città italiane. Addirittura, dentro Sel c'è chi ipotizza un vero e proprio scambio tra Renzi e Pisapia: "Sembra chiaro che c'è un accordo con Renzi, che ha accettato la data delle primarie scelta da Pisapia in cambio di questo. Ed è chiaro che ora a Milano con Majorino e Balzani in campo per noi è un casino...".

Certo, il lungo manifesto del sindaco di Milano ha più sfaccettature e non a caso il vice-segretario Pd Lorenzo Guerini non risparmia qulanche puntura di spillo: "E' condivisibile lo spirito col quale i sindaci Pisapia, Doria e Zedda si rivolgono al campo del centrosinistra in vista delle prossime amministrative. Un appello che tuttavia va rivolto in primo luogo ad altri, a chi, segnatamente Sel, ha deciso, come ribadito anche oggi, di non confermare l'alleanza in alcune città che andranno al voto, come ad esempio Torino e Bologna".

Innanzitutto, appunto, si vuole evitare che il manifesto diventi una sorta di investitura per la Balzani proprio mentre Renzi sta rassicurando Sala sulle primarie milanesi. Poi, fa notare un parlamentare Pd, "Pisapia in questo modo ha blindato anche Zedda, sul quale non c'era ancora una quadra".

Ma, soprattutto, c'è il ragionamento in prospettiva che lascia più perplesso Renzi e il suo entourage. Pisapia con questa mossa viene apprezzato anche da pezzi della sinistra Pd e dal mondo prodiano, per dire, come dimostrano le dichiarazioni di Sandra Zampa e le parole di Zoggia. Quel richiamo al "centrosinistra" somiglia molto ad una rievocazione dell'Ulivo che il premier considera fuori tempo e in nome della quale da tempo si prova a coagulare l'alternativa a Renzi in vista del prossimo congresso. Qualcuno, addirittura, cita una battuta pronunciata da Pisapia qualche settimana fa ad una riunione di una delle correnti Pd: "Noi del Pd... Ah, no. Io non sono del Pd. Ma potrei iscrivermi...". Una battuta, appunto, ma che evoca una suggestione: il sindaco uscente di Milano come federatore dell'area che sfiderà Renzi per il 2018. Per ora, però, il premier incassa un risultato: il rischio di una Liguria-bis a Milano pare sventato.

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