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pubblicato il 18/nov/2013 19:44

Piemonte/Regionali: Bresso, su firme false riprende iter al Tar

Piemonte/Regionali: Bresso, su firme false riprende iter al Tar

(ASCA) - Torino, 18 nov - A pochi giorni dalla sentenza definitiva della Cassazione sulle firme false della lista ''Pensionati per Cota'', i legali dell'ex presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, depositano al Tar l'istanza di fissazione dell'udienza per l'annullamento delle elezioni regionali del 2010. Lo hanno spiegato Bresso e i suoi legali in una conferenza stampa svoltasi oggi a Torino nella sede del gruppo regionale del Pd, sottolineando che alla luce dell'urgenza che riveste la materia elettorale, il Tar potrebbe fissare il dibattimento il prossimo 9 gennaio.

Il procedimento al Tar era stato sospeso in prima istanza in attesa che arrivasse la sentenza della Cassazione, pronunciata il 14 novembre scorso, e che ha confermato la condanna di Giovine a due anni e otto mesi.

''Contiamo di chiudere in fretta questa vicenda, dopo la decisione della Cassazione. Ora si consenta ai piemontesi di tornare a votare il prima possibile'', ha commentato Mercedes Bresso che ha detto di augurarsi un election day per le europee e per le regionali. Forti le accuse al presidente della Regione, Roberto Cota, definito ''complice politico'' della vicenda Giovine: ''Cota, per salvare se stesso, ha coperto irregolarita' gravissime - ha detto Bresso -, perche' era chiaro a tutti che quella lista non aveva candidati, e aveva da una parte estorto delle firme con l'inganno e dall'altra aveva firmato per persone ignare''. ''Cota avrebbe dovuto prenderne atto - ha aggiunto - e invece la Regione si e' costituita a difendere non si sa cosa, perche' l'unico interesse della Regione e' l'accertamento della verita', quindi (Cota, Ndr) e' diventato di fatto complice, non giuridicamente ma politicamente si', perche' ha fatto di tutto per impedire che si arrivasse a accertare la verita'''.

''Se mi fossi trovata nella situazione di Cota io mi sarei dimessa - ha concluso Bresso - Giovine per altro si era offerto anche a me, ma io non mi fidavo''. Secondo uno dei legali di Bresso, Gianpaolo Zancan, ora ''Cota ha il dovere morale di dimettersi''.

eg/sam/

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