martedì 24 gennaio | 18:31
pubblicato il 06/mag/2014 17:23

Piemonte/elezioni: FI, far lavorare i cassintegrati nell'assistenza

(ASCA) - Torino, 6 mag - Una cittadella del lavoro a Torino nell'area ex Moi, ristrutturata in occasione delle Olimpiadi e poi abbandonata, e un avvio sperimentale dei cassaintegrati a zero ore in attivita' di interesse pubblico, dalla sanita', all'assistenza agli anziani, alla tutela del territorio. E' quanto hanno proposto il candidato presidente alla Regione Pimonte per la coalizione forza Italia-Lega Gilberto Pichetto e l'assessore regionale uscente al Lavoro Claudia Porchietto candidata nelle stesse liste, in occasione di un incontro elettorale. ''La cittadella del lavoro - ha spiegato Porchietto - che potrebbe utilizzare un'area di 18mila metro quadrati e per la cui ristrutturazione sono stati investiti 148 milioni, potrebbe ospitare tutto il sistema lavoro, da quello pubblico, a quello privato, come le agenzie interinali, fino agli incubatori'': E tra le prime proposte operative spiega Porchietto ci potrebbe essere quella di fare una attivita' di formazione su un progetto concreto che potrebbe riguardare proprio la rigenerazione del Moi. ''Sarebbe la prima realta' nazionale - afferma Porchietto - con una citta' del lavoro''. La seconda proposta riguarda l'avvio di progetti di lavoro per cassintegrati a zero ore, che in Piemonte sono circa 21mila.

Secondo Pichetto e Porchietto e' possibile reimpiegare con risorse limitate, che andrebbero a integrare il reddito dei cassintegrati, alcune migliaia di persone. ''Saremmo i primi a livello regionale - afferma Pichetto - ma questo va fatto, con cautela e la possibilita' di migliorare il percorso, all'interno di una normativa nazionale che lo permetta. Una sperimentazione che potrebbe anche diventare un obbligo in futuro perche' andrebbe a contrastare il lavoro nero''. I lavori dovrebbero svolgersi soltanto all'interno della pubblica amministrazione venendo incontro anche alle esigenze di contenimento di costi della spesa sanitaria. Il progetto prevede accordi sindacali con le aziende di provenienza, per offrire prima un percorso formativo e poi lavorativo, cosi' come e' stato fatto in passato con i lavoratori in mobilita' impiegati all'interno dei tribunali. ''La nostra idea - ha spiegato Porchietto - e' partire dai casi di cassa integrazione piu' grandi, piu' lunghi e con meno prospettive per i lavoratori''.

eg/mau

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