sabato 21 gennaio | 12:29
pubblicato il 15/gen/2014 18:59

Piemonte: Tar su elezioni, voti lista Giovine non sono di Cota

(ASCA) - Torino, 15 gen - I voti alla lista ''Pensionati per Cota'' non sono attribuibili automaticamente al Roberto Cota, candidato presidente della Regione nel 2010. E' impossibile accertare a chi quei voti sarebbero andati. E quindi non ci puo' essere una sorte disgiunta della preferenza per il presidente rispetto a quella della lista. E' quanto scrive in sostanza il Tar del Piemonte nelle motivazioni, di 52 pagine, alla sentenza che ha annullato elezioni regionali del 2010.

''Una volta stabilito che la lista provinciale illegittimamente ammessa ha influito in modo determinante sul risultato elettorale, non puo' non trarsi la dovuta conseguenza che da tale illegittima ammissione viene invalidato e travolto tutto il procedimento elettorale, complessivamente inteso che quindi va rinnovato''. I legali della Regione e di Giovine avevano invece sostenuto la validita' di tutti i voti espressi al presidente collegato anche per ''attribuire il massimo significato possibile all'espressione del voto''. Il Tar si e' invece detto di diverso avviso rilevando ''l'incidenza'' dei vizi sulla consultazione elettorale nel suo insieme''. Richiamando ''una consolidata giurisprudenza'', il Tar sostiene che i voti assegnati a una lista ''illegittimamente ammessa non possono essere considerati alla stregua di voti nulli o illegittimamente assegnati, bensi' restano ontologicamente voti incerti'', un coefficiente di aleatorieta', aggiunge, che non e' possibile correggere ex post.

''Il voto espresso in favore del presidente - ritengono i giudici - per un verso risulta indotto, almeno in una sua frazione, dal fatto che tale candidato fosse espressione di una coalizione di forze politiche la partecipazione tra le quali della lista votata (e illegittima) poteva costituire per l'elettore motivo determinante, molteplici essendo i fattori aggregativi del consenso elettorale''. Un voto non determinato quindi e soltanto , soprattutto nelle elezioni amministrative, ''da un'astratta coerenza politica''.

L'eliminazione ex post della lista, aggiunge il Tar, ''determina un'impossibilita' di stabilire a chi quei voti sarebbero andati non potendosi accertare in quale modo il comportamento dei suoi elettori sarebbe mutato''.

eg/mar/ss

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