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pubblicato il 10/gen/2014 14:00

Piemonte: Tar accoglie ricorso Bresso, elezioni regionali da rifare

Piemonte: Tar accoglie ricorso Bresso, elezioni regionali da rifare

(ASCA) - Torino, 11 gen 2014 - Elezioni da rifare in Piemonte. Il Tar regionale ha infatti accolto il ricorso sulla irregolarita' della lista ''Pensionati per Cota'' di Michele Giovine, presentato da Mercedes Bresso, ex presidente della giunta e candidata alla presidenza della Regione nel 2010. La decisione del Tar, (presidente Lanfranco Balucani, assieme a Paola Malanetto e Giovanni Pescatore) e' esecutiva anche se le parti - al ricorso si sono opposti tra gli altri lo stesso Giovine e il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota - faranno appello al Consiglio di Stato, a cui va l'ultima parola. Al presidente Cota spettano ora soltanto poteri di ordinaria amministrazione, ma e' probabile che la decisione avra' effetti politici piu' ampi sulla coalizione alla guida della Regione. ''E' il momento dei festeggiamenti - commenta Bresso -. E' una sentenza che non lascia dubbi, a questo punto si torni presto al voto che consenta ai piemontesi un governo legittimo della Regione''. ''Una grande vittoria della giustizia. Avevamo detto dal primo giorno, di fronte alle accertate falsita' della lista Giovine, che Cota avrebbe dovuto dimettersi'', commenta l'avvocato Giampaolo Zancan, legale dell'ex presidente Bresso. ''Ora Cota puo' anche ricorrere al Consiglio di Stato, ma comunque il verdetto del Tar dice che si devono indire nuove elezioni'', ha concluso Zancan. Cota non ha per ora replicato, lo fara' in una conferenza stampa convocata per le 15. La lista Giovine era risultata decisiva decisiva per il successo di Cota, che ha prevalso di 9.372 voti su Bresso, grazie ai suoi 27.797 voti. Il 14 novembre dello scorso anno la Cassazione ha condannato in via definitiva Michele Guovine a 2 anni e otto mesi per falso elettorale. Un verdetto che secondo il Tar accerta in modo definitivo l'irregolarita' della lista ''pensionati per Cota''. Le controparti della Bresso avevano chiesto invece la sospensione del procedimento amministrativo, fino all'accertamento della falsita' in sede civile.

''Una decisione che non accettiamo. Continuiamo a governare chiedendo giustizia e facendo ricorso al Consiglio di Stato. Continuero' a fare il governatore. Come maggioranza siamo compatti''. Cosi' il governatore del Piemonte, Roberto Cota, dopo la sentenza del Tar. Per l'ex governatrice Bresso, invece, ''e' stata fatta giustizia. Il parlamento dovra' trarre esperienza da questa vicenda e dovra' migliorare la normativa elettorale, rendendola piu' sicura, soprattutto per quanto riguarda la raccolta delle firme''. ''Chi e' stato indebitamente li' quattro anni - ha aggiunto Bresso - dira' ora che e' vittima di un'ingiustizia lui. Salvini? L'attacco alla democrazia caso mai e' che sia possibile avere un governo che e' dichiarato nullo. Prima si va a elezioni e prima si sana questo vulnus che e' grave''. LA ''MATASSA'' E GLI SCENARI. A differenza di quanto e' accaduto alla Regione Molise dove nello statuto e' prevista una norma di salvaguardia per il funzionamento dell'ente in situzioni come queste nella Regione Piemonte dopo la sentenza del Tar che ha deciso in sostanza l'illegittimita' dell'elezione dei consiglieri regionali e quindi della giunta a partire dal 2010, data delle elezioni, sono a lavoro i team legali, sia delle parti che si sono affrontate in giudizio, sia di Piazza Castello, per comprendere come si andra' avanti. Soprattutto alla luce delle dichiarazione nette di Roberto Cota di voler andare avanti, quasi a sfidare la sentenza del Tar. In attesa di un'eventuale sospensiva dell'esecutivita' della sentenza da parte del Consiglio di Stato, una cosa su cui non sembrano esserci divisioni e' che la giunta potra' procedere innanzitutto sugli atti indifferibili e urgenti. E questo dovrebbe comprendere certamente tutto quello che riguarda la sanita' che e' sottoposta al piano di rientro, pena il commissariamento. E' possibile che comunque Cota possa voler estendere il concetto di indifferibile e urgente anche ad altri ambiti, a quello del lavoro innanzitutto. E a sentire la sua reazione dura e concisa (Cota si e' anche definito un ''perseguitato'') non e' da escludere che il governatore sia pronto anche a spingersi piu' in la'. Per quanto riguarda il consiglio regionale, i consiglieri non dovrebbero piu' essere convocati. Ma anche se oggi Mercedes Bresso ha riferito di sentirsi un consigliere ''annullato''; i suoi compagni di partito, non tutti entusiasti di lasciare il consiglio regionale, hanno invece risposto con maggiore cautela. ''Ci consulteremo con i nostri esperti legali e decideremo cosa fare'', ha detto Aldo Reschigna, capogruppo del Pd a Palazzo Lascaris che nelle settimane scorse aveva gia' procalamato le dimissioni ''entro la data del 28 febbraio''. Di certo dovra' essere approvato il bilancio, in esercizio provvisorio fino al 31 gennaio, e quindi almeno per questo atto l'aula del Consiglio dovra' tornare a riunirsi. Ma dovrebbe esclusa la convocazione delle commissioni. Dal punto di vista giuridico il ricorso contro la sentenza di oggi, gia' annunciato dal presidente Cota, prevede tempi abbastanza rapidi, ma che comunque terranno la questione ancora aperta almeno per un paio di mesi. Le parti hanno venti giorni per il ricorso e per chiedere una sospensiva dell'esecuzione. Il Consiglio di Stato ne ha altri 45 per fissare l'udienza. Secondo le previsioni dei legali l'appello contro la sentenza del Tar, che e' sostanzialmente l'ultimo grado della giustizia amministrativa, potrebbe essere definito entro gli ultimi dieci giorni di marzo. Con pochi, pochissimi, giorni di margine, in caso di sentenza definitiva, per consentire di svolgere elezioni regionali a fine maggio assieme alle elezioni europee e alle altre amministrative. Piu' che le questioni giuridiche e amministrative sono tutti concordi a ritenere che la soluzione sara' soprattutto politica, anche alla luce della prossima puntata di Rimborsopoli che prevede nei prossimi giorni la richiesta di rinvio a giudizio nell'inchiesta che fino ad ora ha conivolto anche Roberto Cota. E la discesa in campo, con la sua disponibilita' a correre per le Regionali, di Sergio Chiamparino, uno che la politica la conosce bene e che solitamente non difetta di prudenza, lascia presagire che malgrado i toni accesi, inevitabili di queste ore, i giochi siano comunque ormai definiti. Lega Nord manifesta a Torino contro sentenza Tar. Circa 3.000 persone hanno partecipato l'11 gennaio a Torino alla fiaccolata promossa dalla Lega Nord per protestare contro la sentenza del Tar di ieri che ha annullato le elezioni regionali del 2010 che decretarono la vittoria di Roberto Cota e della maggioranza di centrodestra. Striscioni provenienti anche da altre regioni e alla testa del corteo che si e' avviato in questo momento dala sede del Consiglio regionale verso la Prefettura di Torino, il segretario federale della Lega Matteo Salvini accanto a Roberto Cota e a molti esponenti della giunta regionale di centrodestra. ''Forse in costituzione - osserva Salvini - c'e' scritto che in Piemonte deve governare solo la sinistra. Se cosi' fosse ce lo dicano che a Torino vale solo il simbolo del Pd. In questo caso ci presenteremo comunque tranne che in Piemonte ma siccome penso che in democrazia non funzioni cosi' andiamo avanti tranquillamente e Maroni, Cota e Zaia continueranno a lavorare insieme, anzi fra dieci giorni ci troveremo a Milano con tutte le regioni del nord per alcune battaglie comuni. Salvini non ha voluto affrontare il tema delle elezioni anticipate ''ne parleremo tra un anno e mezzo - ha risposto ai cronisti - quando i piemontesi torneranno liberamente e democraticamente a votare''. Salvini ha ribadito l'intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato ''purtroppo la fiducia nella giustizia italiana e' quella che e' e ha ribadito che la sentenza del Tar e' una sentenza brutta non contro la Lega, ma contro la democrazia perche' non e' da paese normale scoprire che dopo 4 anni il voto non vale nulla''. eg/ss/gbt

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