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pubblicato il 18/feb/2014 14:47

Piemonte: Cota, sentenza Consiglio Stato aberrazione senza precedenti

Piemonte: Cota, sentenza Consiglio Stato aberrazione senza precedenti

(ASCA) - Torino, 18 feb 2014 - ''Ho letto la sentenza del Consiglio di Stato e sono sbalordito. Il dato e' che hanno voluto annullare dopo quattro anni delle elezioni che si sono svolte in modo assolutamente regolare. Questa e' la realta', incontrovertibile, perche' il risultato elettorale non e' mai stato in discussione. I piemontesi hanno votato su una scheda che e' stata formata da un Tribunale: se qualcosa non fosse andato bene nella formazione della scheda, avrebbero dovuto rilevarlo i tribunali prima di far votare i piemontesi. Il fatto e' che per motivare l'immotivabile, sono stati raggiunti livelli di aberrazione senza precedenti''. Lo dichiara il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota dopo il deposito delle motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato sui ricorsi elettorali per le elezioni regionali del 2010.

''In nessun modo - aggiunge il Governatore del Piemonte - c'era spazio anche dal punto di vista tecnico per annullare le elezioni''. Cota sottolinea che il Tar e poi il Consiglio di Stato hanno ignorato le irregolarita' di Bresso, ''dicendo che non era stato fatto un ricorso incidentale (contro la lista pro-Bresso, ndr) nei termini. Il fatto - osserva Cota - e' che la gente normale pensa a governare non ad andare a verificare le accettazioni di candidatura altrui, dopo che ci sono state le elezioni. Quello che e' stato fatto ha dell'incredibile! Esiste infatti una norma, l'art. 31 comma 4 del codice del processo amministrativo che consente al giudice di rilevare d'ufficio l'annullamento di un atto, indipendentemente dal fatto che l'eccezione venga opposta da una parte''.

Ma soprattutto Cota ribadisce che i voti dati alla lista 'Pensionati Per cota' sono voti esplicitamente suoi, e disgiunti dalla sorte ella lista: ''I voti dati alla lista Giovine nella circoscrizione di Torino dove si sono riscontrate le irregolarita' valgono comunque come voti al Presidente. Per compiere lo scempio e dire che questo non e' vero, i giudici del Consiglio di Stato sostengono che manca una legge che lo sancisca espressamente. Prima di tutto a chi fa il giudice e' richiesto di usare il buon senso; poi la legge, le disposizioni ministeriali, lo Statuto della Regione Piemonte sono assolutamente chiari in tal senso. Ci sono due voti e due elezioni distinte: per il Presidente della regione e per il Consiglio regionale''. ''A questo punto - conclude Cota - ogni ulteriore commento e' superfluo. Spiegheremo a tutti i piemontesi che cosa e' stato fatto. Un conto e' sconfiggere l'avversario lealmente, altro e' usare questi strumenti''.

com/eg/

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