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pubblicato il 01/giu/2015 19:11

Per Renzi europee lontane, ma problema è in Liguria e Umbria

Rispetto al 2010 il partito tiene in Puglia, Toscana e Campania

Per Renzi europee lontane, ma problema è in Liguria e Umbria

Roma, 1 giu. (askanews) - Le europee sono lontane per Matteo Renzi, il conteggio finale dei presidenti è 5 a 2, ma le prestazioni del partito sono molto meno lusinghiere. Il raffronto tra le regionali di ieri e il voto di un anno fa è un'operazione statisticamente discutibile ma il dato più interessante, confermato dal confronto con le regionali del 2010, è che le situazioni sono molto diverse da regione a regione: il Pd perde voti in maniera abbastanza netta sia rispetto alle europee che alle regionali 2010 in Liguria, Umbria e Veneto; tiene rispetto al 2010 ma non rispetto alle europee in Toscana, Marche e Campania, mentre in Puglia i democratici sembrano addirittura confermare i risultati delle europee.

Il raffronto è complicato, intanto perché è sempre arbitrario confrontare i voti per enti diversi, un conto è il voto per le europee, altra cosa è quello per le regionali. Poi, a complicare la comparazione, ci sono le liste civiche, assenti alle europee e abbondantemente usate per le regionali. Il dato, però, ha dimensioni tali da rappresentare un'indicazione: anche volendo conteggiare per intero le liste civiche di ieri come voti Pd, il che ovviamente è una forzatura, mancano all'appello complessivamente circa 1,4 milioni di voti. Mentre si arriva ad 2,1 milioni di voti conteggiando le liste solo col simbolo Pd.

Se invece il confronto viene fatto, complessivamente, sulle regionali del 2010 le cose vanno decisamente meglio e il dato è di una sostanziale tenuta: il Pd perde circa 550mila voti senza calcolare le liste civiche, ma solo 31mila se si conteggiano tutti i voti raccolti dalle liste civiche collegate, sia ieri che nel 2010.

Ma, soprattutto, è la distribuzione del voto regione per regione a mostrare una debolezza del Pd in zone storicamente 'rosse', come la Liguria e l'Umbria. In Liguria, per esempio, il Pd perde 73mila voti rispetto al 2010 e 185mila rispetto a un anno fa. Il dato non cambia significativamente se si considerano anche le liste civiche: sempre circa 73mila voti in meno rispetto al 2010 e attorno a 160mila sulle europee. In percentuale, si parla di un 30-35% di voti in meno rispetto al 2010 e di circa il 50-55% rispetto a un anno fa.

Molto negativo anche il dato del Veneto: 148mila voti in meno rispetto al 2010 e quasi 600mila rispetto alle europee, che diventano rispettivamente circa 50mila e quasi 500mila se si conteggiano le liste civiche. Un calo del 55-60% sulle europee e del 20-30% sulle passate regionali.

Quindi, l'Umbria, dove mancano 23mila voti, circa il 16% rispetto al 2010, e più o meno 100mila sulle europee. In quest'ultimo caso il dato migliora un po se si calcolano le liste civiche (-85mila), per un calo comunque del 35-45% su un anno fa.

Le cose cambiano in Toscana: il raffronto con le europee è sempre negativo (circa -40% di voti), ma guardando al 2010 la flessione è solo del 4% (26mila voti) e praticamente non c'è nessuna variazione calcolando le liste civiche: -4mila voti, pari circa all'1%. Molto simile la situazione nelle Marche (-17% dal 2010, che diventa -6% calcolando le civiche) e in Campania, dove il partito perde 'solo' il 20% sulle europee, se si contano le liste civiche, ed è praticamente pari al 2010 sempre calcolando le liste cittadine. Senza le civiche, invece, la flessione sul 2010 sarebbe del 25% circa.

In Puglia, infine, anche il confronto con le europee - unico caso - è positivo. Il Pd perde 233mila voti solo se non si conteggiano le liste civiche, mentre ne guadagnerebbe addirittura 98mila sommando ai voti della lista ufficiale del partito quelli di Emiliano sindaco di Puglia, Puglia con Emiliano e Noi a sinistra per la Puglia. Un calcolo, va ripetuto, che è molto arbitrario e ha un senso solo per avere un'idea della tendenza, basti pensare che la lista A sinistra per la Puglia comprendeva esponenti che vengono dal Pd, da Sel, da altre aree della sinistra. Il dato è ancora migliore se si guarda al 2010 (-94mila voti calcolando il solo Pd, +128mila conteggiando le civiche).

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