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pubblicato il 22/lug/2016 19:53

Per Parisi partenza in salita, Berlusconi cauto al vertice di Fi

L'ex premier evita investiture per evitare la fronda

Per Parisi partenza in salita, Berlusconi cauto al vertice di Fi

Roma, 22 lug. (askanews) - Alcuni dei partecipanti parlano di incontro "interlocutorio", e del resto basta la nota ufficiale per far capire che ad Arcore, oggi, il clima nei confronti di Stefano Parisi era perlomeno freddo. Fi va rilanciata, si legge nella nota, e quello del candidato sindaco di Milano può essere uno dei "contributi". Di fatto, spiegano più fonti vicine a Silvio Berlusconi, il leader di Fi ha dovuto fare ricorso a tutta la diplomazia possibile per sopire i malumori del "gruppo storico", i vari Renato Brunetta, Paolo Romani, Maurizio Gasparri, Giovanni Toti. "L'ultimo arrivato non può pretendere di prendere in mano tutto", è il senso del ragionamento che qualcuno avrebbe fatto, criticando l'intervista di Parisi alla Stampa. Un'intervista che l'ex candidato avrebbe deciso autonomamente di fare, anche se anticipandola al leader di Fi, come avrebbe raccontato lo stesso Berlusconi.

Di sicuro, raccontano, durante l'incontro non sarebbero state fissate scadenze, nè si sarebbe parlato di alcun mandato o delega per Parisi in Fi. La sua, avrebbe spiegato Berlusconi, è una "disponibilità" a dare una mano, che è positiva ma che al momento non può tradursi in un incarico o nel riconoscimento di una funzione di guida del processo di ricostruzione del centrodestra. Una cautela, quella di Berlusconi, che molti leggono anche come il tentativo di evitare un caso Bertolaso-bis: il leader di Fi ovviamente è convinto che Parisi sia l'uomo giusto, ma sa bene che a cominciare da Toti sono in molti a temere il 'papa straniero' e dunque la prudenza di oggi sarebbe stata soprattutto tattica, per evitare che l'operazione fallisse prima ancor di cominciare.

L'ex premier, inoltre, avrebbe voluto rassicurare tutti sul ruolo di Fi nei prossimi mesi: non credete a certi retroscena, avrebbe detto Berlusconi, non daremo surrettiziamente una mano al referendum, noi lavoriamo per il no e intorno a questo ricostruiremo il centrodestra.

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