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pubblicato il 07/apr/2012 05:10

Per Monti Pasqua in Medioriente tra crisi Siria e processo pace

Quattro giorni con tappe in Libano, Israele, Territori ed Egitto

Per Monti Pasqua in Medioriente tra crisi Siria e processo pace

Roma, 7 apr. (askanews) - Chiusa, o quasi, la partita sulla riforma del lavoro, Mario Monti passerà la Pasqua alle prese con dossier sancora più caldi, anche se stavolta tutti internazionali. Da stamattina fino a martedì sera, il premier sarà in Medio Oriente per un tour de force tra Libano, Israele, Territori palestinesi ed Egitto. L'occasione per misurarsi con tutti i temi mediorientali: Siria, Iran, processo di pace, gli sviluppi della Primavera Araba. Non un debutto, perchè Monti ha già visitato la Libia e ricevuto a Roma il primo ministro tunisino. Ma stavolta si tratterà di una vera e propria full immersion, quattro giorni con tutti i protagonisti dello scacchiere mediorientale. La prima tappa sarà oggi a Beirut: incontri fissati con il presidente, Michel Suleiman, e il primo ministro, Nagib Mikati. Si parlerà soprattutto della Siria, con la preoccupazione italiana degli effetti sul Libano, il rischio che si scateni un nuovo conflitto settario tra sciiti, maroniti e sunniti. Prospettiva assolutamente da evitare, considerando che l'Italia ha il comando della missione Unifil con il generale Paolo Serra, alla quale partecipa con 1.100 militari. Proprio la visita al quartier generale del contingente italiano, nella base di Shamaa, sarà l'ultimo appuntamento in Libano. Già nella serata di oggi infatti Monti sarà a Gerusalemme. Una fitta serie di incontri, ma anche momenti privati, come la messa pasquale nella Chiesa del Santo Sepolcro e la visita allo Yad Vashem. La visita in Terrasanta cade proprio durante la celebrazioni pasquali, ma anche in un momento delicato con il processo di pace ancora in pieno stallo e l'escalation delle tensioni con Teheran. Nell'agenda israeliana del premier sono in programma incontri ai massimi livelli: dal Presidente dello Stato ebraico, Shimon Peres, al primo ministro, Benyamin Netanyahu nonchè con i ministri degli Esteri e delle Finanze, Avigdor Lieberman e Yuval Steinitz. Ma anche un incontro con il nuovo leader del principale partito d'opposizione 'Kadima', Shaul Mofaz. Forte dell'appoggio convinto dell'Itlaia alle sanzioni economiche contro l'Iran, Monti spiegherà la posizione italiana: proseguire con le sanzioni necessarie per evitare l'inaccettabile dotazione nucleare di Teheran, ma evitare avventure militari che incendierebbero la regione, sortendo l'effetto contrario rispetto alle legittime preoccupazioni di Israele per la propria sicurezza. Previsto un passaggio anche nei Territori Palestinesi. A Ramallah, domenica, Monti incontrerà il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, e il primo ministro nonchèé ministro delle Finanze, Salam Fayyad. Un incontro che cade a pochi giorni dalla 'trasferta' che Fayyad farà da Netanyahu facendosi latore di una lettera di Abu Mazen. Un contatto che potrebbe rilanciare il processo di pace. Dopo la tappa israeliana, Monti chiuderà la 'quattro giorni' mediorientale al Cairo dove lunedì e martedì esprimerà il sostegno italiano alla transizione egiziana con il processo costituzionale in atto e l'appuntamento elettorale, politico e presidenziale, in vista. Monti vedrà le massime cariche istituzionali egiziane: dal maresciallo Hussein Tantawi, capo dello stato provvisorio e del Consiglio supremo delle Forze armate al Primo Ministro Kamal El Ganzuri, passando per il presidente dell'Assemblea del Popolo, El Katatny. Il Professore incontrerà anche il Grande Imam di Al Azhar, Ahmed El Tayeb. Contatti a 360 gradi, per agevolare un assetto costituzionale pluralista e rispettoso dei diritti umani, in un momento di tensione tra i militari e i Fratelli Mussulmani. Ultimo appuntamento alla Lega Araba per un incontro con il segretario generale Nabil Elaraby, per passare in rassegna tutti i temi della regione.

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