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pubblicato il 27/ago/2014 19:48

##Per Fi riforma giustizia inadeguata. Ma Verdini media per Cav

Berlusconi perplesso, si attende testo definitivo governo (ASCA) - Roma, 27 ago 2014 - Che il tema gli stia a cuore e' noto, che ne abbia lungamente parlato ieri ad Arcore con Denis Verdini e Gianni Letta e' significativo. L'attenzione di Silvio Berlusconi nei confronti della riforma della giustizia che il Consiglio dei ministri si accinge a varare venerdi' e' chiaramente molto alta. Alcuni punti, in particolare: responsabilita' civile delle toghe, stretta sulla diffusione delle intercettazioni, prescrizione e falso in bilancio.

Ancora lontano dalla capitale, dunque, l'ex premier spiega ai suoi interlocutori di aspettare il governo alla prova dei fatti.

Per ora, certo, a dominare sono le perplessita'. Perplessita' che non sarebbero diminuite dopo l'incontro che oggi il ministro Andrea Orlando ha avuto con gli 'esperti' di Forza Italia, ossia Giacomo Caliendo e Gianfranco Chiarelli. E' il senatore azzurro, alla fine del colloquio a viale Arenula, a spiegare di aver mostrato al Guardasigilli "serie preoccupazioni". La strada non sembra tuttavia sbarrata, dal momento che lo stesso Caliendo ci tiene a precisare che la riforma della giustizia penale si tradurra' in disegni di legge o disegni di legge delega e dunque ci sara' il tempo per "valutarli in Parlamento". Piu' critico, sin da ora, appare invece il capogruppo Renato Brunetta che, in una nota peraltro scritta con l'altro esperto azzurro Chiarielli, parla di ipotesi di riforma "inadeguata" in molti punti.

"Attendiamo di conoscere il testo definitivo della riforma con il relativo articolato, ma alla luce di quanto finora noto, non possiamo che esprimere - e' la conclusione - assoluta insoddisfazione".

Insomma, spiega non senza ironia chi e' in contatto con Arcore, perche' Forza Italia abbia una linea definitiva e' necessario che "prima la abbia Orlando". Di certo, almeno per ora, l'ex Cavaliere non spinge perche' si salga sulle barricate. E questo, anche perche', oltre a quello che emerge dagli incontri ufficiali, c'e' tutto un lavoro diplomatico in corso. E gli ambasciatori di cui sopra sono, appunto, Denis Verdini e Gianni Letta, i due grandi tessitori dei rapporti politici con il governo. Lo stesso Verdini, infatti, dopo essere stato ieri ad Arcore oggi si e' 'spostato' nella Capitale anche per occuparsi di questo dossier.

Il punto e' che la riforma della giustizia era ed e' una bandiera non solo per Silvio Berlusconi ma anche dell'identita' di Forza Italia e dunque non e' consentito - anche rispetto agli occhi degli elettori - avere un atteggiamento 'cedevole' nei confronti del governo. D'altra parte, quello del rapporto troppo soft con Renzi, e' gia' da tempo un tema che mette in agitazione il partito. Molti deputati e senatori lamentano la mancanza di una linea o, ancora di piu', temono che la linea sia quella di un progressivo disimpegno di Berlusconi da Forza Italia, anche nella logica di tutelare maggiormente gli interessi di famiglia e aziende.

Bac

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