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pubblicato il 21/apr/2016 15:01

Per Fi resta il nodo Roma. Partito si spacca, Cav prende tempo

"Gatta da pelare, o ci indeboliamo o mettiamo a rischio alleanza"

Per Fi resta il nodo Roma. Partito si spacca, Cav prende tempo

Roma, 21 apr. (askanews) - Uno scontro tra i filo-alleati e "indipendentisti". O se si preferisce tra romani e non, tra esponenti del Nord e del Sud. L'ufficio di presidenza di Forza Italia convocato per sciogliere il nodo del candidato sindaco di Roma non risulta decisivo, se non a certificare la spaccatura del partito in due anime.

Finisce che si decide di dare a Silvio Berlusconi il mandato a sbrogliare la matassa e ad incontrare tutti, a cominciare dai due leader del centrodestra, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, per capire se è possibile confluire su un candidato unico. Ma nel parlamentino di palazzo Grazioli i toni tra le opposte fazioni sono tutt'altro che concilianti. Si fa fatica, viene raccontato, anche a redigere un documento finale perché Paolo Romani (a favore di una convergenza sulla leader di Fdi) e Antonio Tajani (capofila di chi chiede di restare su Bertolaso o al massimo virare su Marchini) arrivano a parlarsi in modo alquanto concitato. Tutto questo, mentre al piano superiore di palazzo Grazioli, stazionava Guido Bertolaso.

Pare che Berlusconi, durante il comitato di presidenza, abbia ascoltato molto e parlato poco. "Speravo decideste voi - avrebbe detto - ma vedo che questo non è possibile. Accetto il mandato che mi date ma è una bella gatta da pelare. Se rinunciamo a sostenere Bertolaso ci indeboliamo, ma se non teniamo unito il centrodestra rischiamo di non riuscire a costruire un'alternativa. D'altra parte, i sondaggi a livello nazionale dicono che il Pd è al 30%, il M5s al 28% e il centrodestra unito al 32%".

Insomma, il Cavaliere si prende ancora un po di tempo e, a questo punto, non sembra preclusa nessuna possibilità. Nemmeno quella di una convergenza su Alfio Marchini che, di certo, andrebbe molto più a genio alla maggior parte degli azzurri romani se proprio si dovesse decidere di mollare l'ex capo della Protezione civile.

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