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pubblicato il 02/lug/2014 18:56

Pena morte: prende il via Conferenza africana in Benin

(ASCA) - Roma, 2 lug 2014 - Si sono aperti oggi a Cotonou, capitale del Benin, i lavori della Conferenza continentale sull'abolizione della pena di morte in Africa convocata dal Governo locale con la Commissione sui diritti umani e dei popoli dell'Unione africana in collaborazione anche con Nessuno tocchi Caino ed il Partito Radicale.

La tre giorni - spiegano i Radicali - e' stata convocata in vista dell'adozione definitiva del protocollo aggiuntivo alla Carta dei diritti umani dell'Africa e del voto che si terra' all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla risoluzione per la Moratoria Universale delle esecuzioni capitali.

La conferenza e' stata aperta dal Ministro degli Esteri del Benin Bako-Arifari Nssirou che ha confermato il ruolo di leadership continentale che il suo paese vuole giocare contro la pena di morte e la promozione dei diritti umani anche in vista del voto alle Nazioni Unite il prossimo dicembre.

La Presidente del gruppo di lavoro sulla pena di morte e le esecuzioni extragiudiziarie sommarie e arbitrarie in Africa della Commissione africana, Silvie Zainaibo ha ricordato come, grazie al lavoro del suo gruppo, si sia arrivati a un testo ormai pronto per l'adozione finale e che poter contare su uno strumento regionale specificamente dedicato all'abolizione della pena di morte potra' consolidare la tendenza positiva che caratterizza l'Africa nei confronti dell'abolizione delle esecuzioni.

Alla cerimonia di apertura erano presenti anche l'Ambasciatore dell'Unione europea, il rappresentante del dipartimento affari politici della Commissione africana e un ex-condannato a morte, poi esonerato, dell'Uganda.

La Conferenza e' poi continuata con una prima sessione plenaria relativa agli strumenti regionali per la protezione dei diritti umani, quali garanzie per rafforzare e definire una loro protezione certa presieduto dalla componente la Commissione africana Maya Sahli Fadel. A questa sessione hanno partecipato gli accademici Philip Francis Iya, Carlson Anyangwe, Christoph Heyn,s, Special Rapporteur delle Nazioni unite sulle esecuzioni extragiudiziarie, e Maria Donatelli della Coalizione mondiale contro la pena di morte.

Oltre a una rassegna dei trattati e convenzioni globali e regionali, la discussione ha contribuito a rafforzare anche questioni relative alle politiche penali, il giustizialismo, la reversibilita' delle scelte abolizioniste e la privatizzazione della giustizia con le esecuzioni extragiudiziarie.

Nel pomeriggio, si sono svolte cinque commissioni sul ruolo dei parlamentari, delle commissioni economiche regionali, delle istituzioni nazionali sui diritti umani, della societa' civile e dei media e dei vari gruppi professionali che possono esser coinvolti nel dibattito sulla pena di morte.

red/mpd

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