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pubblicato il 15/feb/2012 21:21

Pdl/Si complica rebus amministrative e cresce rischio scissione

Strappo Lega a Verona, occhi puntati su Sicilia, Genova e Lecce

Pdl/Si complica rebus amministrative e cresce rischio scissione

Roma, 15 feb. (askanews) - E' l'ora X del berlusconismo post governativo. Un incubo, così lo stato maggiore del Pdl descrive il voto amministrativo di maggio. Una sorta di vicolo cieco - secondo i più pessimisti - per un partito stretto fra una Lega tentata dalla corsa solitaria e un Terzo Polo che spera di mettere in difficoltà la segreteria di Angelino Alfano. Lui, il segretario ex ministro della Giustizia - riferiscono - a chi gli domanda preoccupato del rischio di rimanere a bocca asciutta replica puntando tutto sul presunto asse con Pier Ferdinando Casini, in vista del 2013 e di un nuovo e più ampio contenitore moderato. Eppure, se l'aspirazione si rivelasse vana, il rischio di una frantumazione del Pdl diventerebbe concreta. Si vota in molti centri di piccola e media dimensione, ma quattro sfide offriranno il quadro dei nuovi assetti politici: Palermo, Genova, Verona e Lecce. Proprio i quattro centri nei quali il Terzo Polo ha stabilito - salvo clamorose sorprese - di concorrere in modo unitario. E' stato Fini, settimane fa, a spingere con Casini affinchè si identificassero in particolare Palermo e Genova all'insegna del 'qui si fa il Terzo Polo o si muore'. Se così dovesse finire, per il Pdl potrebbero essere dolori. Secondo fonti azzurre del Popolo della libertà, dopo le amministrative Alfano (e Berlusconi) potrebbero decidere di sparigliare. Lo dimostrerebbe, secondo i più maliziosi, anche una certa 'remissività' di alcuni big ex Forza Italia nelle battaglie congressuali. Per ora il segretario del Pdl si tiene le mani libere, pronto ad affrontare il bivio: virare verso il cantiere moderato centrista o indurire la propria posizione verso il governo? Nel primo caso, parteciperebbe ai lavori per costruire un'alleanza pronta a ripetere nel 2013 un'esperienza simile a quella attuale. In questo scenario, l'ala azzurra dà per altamente probabile una frattura sul fianco destro, indicando il fortissimo e crescente malumore degli ex An e di qualche ex ministro sponda FI. Se invece Alfano scegliesse la direzione inversa, frammenti dell'ala 'moderata' - a partire da Pisanu - potrebbero scegliere il cantiere inaugurato da Casini e Fini. Se intanto si analizzano le quattro città simbolo delle amministrative, si scopre comunque un quadro parecchio ingarbugliato. Palermo - e più in generale la Sicilia - preoccupa molti osservatori pidiellini. Perché l'Isola, da sempre fortino inespugnabile del Pdl, rischia seriamente di cadere in 'mano nemica'. Nel capoluogo di Regione il Pdl non ha ancora individuato un candidato. Il Terzo polo sì, forse con il sostegno di Micciché. A Trapani Udc e Fli si alleeranno con il Pd, ad Agrigento il sindaco uscente è Udc e sarà sostenuto - probabilmente - da Alfano, non dal resto del Terzo Polo che stringerà un'intesa con i democratici. A Genova il Terzo Polo potrebbe accordarsi sul nome di Musso, osteggiato però da una parte dell'Udc. Il Pdl, invece, manca ancora di un candidato. Claudio Scajola ha proposto primarie aperte alla società civile, per individuare un unico candidato dell'area moderata, ma difficilmente al primo turno si eviterà una sfida Terzo Polo-Pdl. A Lecce la situazione è forse ancora più complicata: Poli Bortone ha ricevuto un'apertura da Fini, ma fra domani e venerdì incontrerà il Pdl. Sarà forse l'ago della bilancia e da questo dipenderà anche cosa faranno Pdl e Terzo Polo. Verona, infine. Pare che Flavio Tosi proceda nel pianificare una candidatura fondata su una propria lista personale, forse senza Pdl, che pure ha mostrato interesse a sostenerlo. Anche lì il Terzo Polo dovrebbe correre con un proprio candidato, a meno che Bossi non decida di rompere con il sindaco uscente proprio sul nodo della lista personale: a quel punto un inedito asse Tosi-Terzo polo non sarebbe fantapolitica.

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