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pubblicato il 06/giu/2012 21:30

Pdl/Ecco documento'Per un'altra Italia', lo firmano 11 deputati

Associazione per rivoluzione liberale: ora nuova offerta politica

Pdl/Ecco documento'Per un'altra Italia', lo firmano 11 deputati

Roma, 6 giu. (askanews) - "Noi proponiamo anche una organizzazione politica radicalmente nuova, organizzata sul modello del network politico on-line e che adotti come metodo politico di selezione della classe dirigente le primarie aperte e sequenziali come quelle che si svolgono negli Stati Uniti e non le primarie d'apparato introdotte in Italia dal Partito Democratico. Su questi obbiettivi raccoglieremo adesioni in tutta Italia e daremo vita a un serrato programma di iniziative politiche e parlamentari. Abbiamo poco tempo per evitare che la crisi del centrodestra trascini l'Italia verso una più pericolosa deriva statalista e illiberale che oggi appare quasi ineluttabile". E' quanto si legge nel documento con il quale si è costituita l'associazione 'Per un'altra Italia', al quale hanno aderito i deputati Roberto Antonione, Isabella Bertolini, Mariella Bocciardo, Giuseppe Cossiga, Fabio Gava, Giustina Mistrello Destro, Andrea Orsini, Gaetano Pecorella, Angelo Santori, Giorgio Stracquadanio, Roberto Tortoli. "Dal 1994 ad oggi, in tutte le elezioni, i cittadini hanno scelto un premier, un programma, una coalizione di governo. Dal 1994 ad oggi in Parlamento minoranze delle coalizioni vincenti hanno impedito l'attuazione dei programmi scelti dagli elettori, provocando elezioni anticipate o, peggio, maggioranze anomale e legate solo da opportunismi di potere. Fino alla nascita, lo scorso anno, del primo governo 'tecnico' della storia repubblicana, prova definitiva della crisi istituzionale dello Stato e dell'anomalia italiana tra le democrazie occidentali. Una anomalia istituzionale che si riflette nella crisi di rappresentanza dei partiti e dei movimenti politici ormai incapaci di presentare agli elettori offerte politiche convincenti". "Lo Stato è dunque il problema degli italiani e lo Stato sta distruggendo l'Italia. Il centrodestra nato nel 1994 non è riuscito a compiere la promessa rivoluzione liberale. Essa resta però l'unica possibile via di uscita dalla crisi fiscale e istituzionale dello Stato. Noi parlamentari e dirigenti politici eletti nel centrodestra vogliamo ridare vita alla rivoluzione liberale e, allo scopo, ci siamo riuniti in una associazione, 'per un'altra Italia', il cui scopo è dare un contributo ad una radicalmente nuova offerta politica rivolta al blocco sociale dei produttori di ricchezza".

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