giovedì 23 febbraio | 08:26
pubblicato il 24/mar/2011 09:42

Pdl/Bondi:Finalmente sereno,ora voglio stare vicino a Berlusconi

Nessun rammarico per addio al Governo, qualcuno verso Tremonti

Pdl/Bondi:Finalmente sereno,ora voglio stare vicino a Berlusconi

Roma, 24 mar. (askanews) - "Oggi sono finalmente sereno" e "il mio desiderio è solo quello di restare al fianco del presidente Berlusconi: l'unica cosa che mi tiene ancora legato alla politica. Voglio cercare di offrirgli il mio contributo. E di svolgere bene il mio ruolo di senatore. Tutto qui". Lo ha sottolineato Sandro Bondi, all'indomani dell'uscita dalla guida del ministero dei Beni Culturali del Governo Berlusconi passato nelle manio di Giancarlo Galan, ma pur sempre coordinatore nazionale del Popolo delle Libertà, partito del Premier e di maggioranza relativa del Paese. Bondi, in una intervista al Corriere della Sera, ha assicurato di "non avere veramente alcun rammarico per la scelta delle dimissioni". Mentre ha malcelato qualche rancore nei confronti del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. "Mia 'colpa' - ha detto fra l'alro Bondi- è stata quella di non avere solo chiesto maggiori fondi, come tutti i miei predecessori, ma di aver impostato delle riforme liberali nel settore. Questa mia posizione evidentemente non e' stata compresa dal ministro Tremonti". Il quale, invece "ha concesso un'attenzione al sindaco di Roma e al Maestro Muti.ben superiore a quella che ha concesso a me come ministro". E questo, anche dopo il no del Parlamento alla sfiducia individuale nei suoi confronti e la mobilitazione di massa e istituzionale a favore di nuovi fondi per la cultura. "Ho vissuto per molto tempo - ha ricordato Bondi- un periodo duro, caratterizzato dalle polemiche e dalle aggressioni nei miei confronti dopo il crollo di quel manufatto a Pompei, dalla presentazione di una mozione di sfiducia da parte delle opposizioni e dalle conseguenze del drammatico taglio delle risorse. Ma è anche vero che poi ho ricevuto la fiducia del Parlamento. Eppure nemmeno dopo la fiducia sono riuscito ad ottenere i fondi necessari per continuare le riforme che avevo intrapreso". E "proprio in questi ultimi giorni poi, dopo l'ulteriore congelamento di fondi da parte del ministero del Tesoro, la mia figura pubblica è stata letteralmente sottoposta ad un massacro mediatico".

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