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pubblicato il 29/nov/2012 21:58

Pdl/ Scissioni 'appese' a Monti. E si consolida correntone

Ex An ragionano su raccolta firme. Intanto Alemanno sposa il Prof

Roma, 13 dic. (askanews) - C'è una data che assilla tutti i potenziali scissionisti del Pdl. E' il 4 gennaio, data ultima per presentare le liste elettorali e le firme necessarie per competere in caso di voto il 17 febbraio. Mancano 22 giorni, Natale, santo Stefano e Capodanno compresi. Ecco allora che l'estenuante incertezza sul domani e le capriole politiche di Silvio Berlusconi hanno mandato in crisi il Pdl. Domenica resta un giorno cruciale per le sorti del partito, che oscilla paurosamente tra possibili scissioni e un improbabile rilancio unitario. Nel dubbio, chi vuole andarsene ha già iniziato a ragionare sulla raccolta delle firme necessarie per partecipare alle Politiche. Domenica, si diceva, perché sono in agenda a Roma almeno due manifestazioni. Nulla è ancora certo. Non è chiaro cosa accadrà nel corso dell'evento che servirà a tenere a battesimo 'Italia popolare' di Gianni Alemanno. Né si può pronunciare una parola definitiva sulla convention di Giorgia Meloni. Né, infine, è ancora ufficiale un terzo appuntamento che starebbe organizzando una pattuglia di berlusconiani guidati da Renato Brunetta. Si pensa a un evento nei prossimi giorni, a Roma, per incoronare una volta di più il Cavaliere. Lui, Silvio, non esclude nulla, neanche di partecipare alla convention del sindaco di Roma. Soprattutto se dovesse continuare il pressing per la discesa in campo dell'attuale premier. Chi di certo plaudirà al varo di Italia popolare - strano mix di alemanniani e ciellini, socialisti e teo-con del Pdl - è il segretario Angelino Alfano. Il correntone si organizza e di fronte a un'eventuale ridiscesa in campo di Silvio potrebbe strappare e andare ad arricchire le file dei montiani. Alemanno, nel dubbio, si arruola fra i seguaci del Professore: "Io resto nel Pdl", ma "mi auguro che Monti faccia una discesa in campo di carattere politico e diventi un punto di aggregazione dei moderati". Compatti non sono neanche gli altri ex An. Anzi, Giorgia Meloni ancora oggi ha trascorso buona parte della giornata a ragionare con Ignazio La Russa del futuro di un'eventuale forza di destra. Per ora manca l'accordo, visto che la giovane ex ministro reclama non solo la leadership, ma anche pieni poteri per mettere davvero in pratica la parola d'ordine 'rinnovamento'. Domenica con Alessandro Cattaneo e Guido Crosetto mollerà gli ormeggi. Se la direzione sarà diversa da quella di una scissione, all'evento potrebbe prendere parte anche Alfano. Da lunedì, comunque, Giorgia e Ignazio dovranno scegliere se intraprendere un percorso comune. Di certo con l'ex ministro della Difesa non si schiererà Giuseppe Scopelliti, governatore della Calabria: non condivido il progetto, ha detto.

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