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pubblicato il 15/mag/2013 12:00

Pdl rilancia su stretta intercettazioni. Pd frena: Non è priorità

Costa: Ripartire da testo Alfano. Ma dem: Rischio passo indietro

Pdl rilancia su stretta intercettazioni. Pd frena: Non è priorità

Roma, 15 mag. (askanews) - Un cavallo di battaglia del Pdl e di Silvio Berlusconi in particolare. Il partito di via dell'Umiltà rilancia sulla necessità di imporre una stretta all'uso e alla pubblicazione delle intercettazioni. E lo fa attraverso Enrico Costa, capogruppo in commissione Giustizia di Montecitorio, che nei giorni scorsi ha ripresentato il testo elaborato nella scorsa legislatura dall'allora ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Ma il Pd frena: non è una priorità. "Ho riproposto quei testi che già hanno avuto l'avallo di almeno una Camera. Quello relativo alle intercettazioni - spiega Costa - è già passato in due rami del Parlamento". Oltre a questo ddl, infatti, l'esponente del Pdl ha ripresentato anche quello sulla messa alla prova e la detenzione domiciliare e si accinge a riproporre anche quello sulla responsabilità civile dei magistrati. "Va tuttavia sottolineato che il testo relativo agli ascolti è stato presentato nella sua versione originale e dunque non nella rielaborazione emersa al termine dei due passaggi parlamentari avvenuti nella scorsa legislatura. "Quel testo finale - osserva l'esponente Pdl - era frutto di troppi compromessi e a mio giudizio poco efficace. Ho ritenuto più giusto azzerare tutto. Peraltro l'articolo 107 del regolamento prevede una corsia preferenziale per i provvediemnti che abbiano già avuto il via libera di almeno un ramo del Parlamento". All'iniziativa di Costa replica tuttavia Anna Rossomando, esponente del Pd in commissione Giustizia di Montecitorio. "Il tema delle intercettazioni - osserva in una nota - non è certamente una priorità nell'ambito delle importanti riforme che attendono i cittadini per l'efficienza della Giustizia. Gli orientamenti del Pd sono noti: riteniamo che si tratti di uno strumento investigativo fondamentale con la doverosa tutela della riservatezza delle persone. La riproposizione da parte del Pdl del testo già proposto nella passata legislatura rischia di far fare un grave passo indietro al confronto politico".

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