venerdì 09 dicembre | 07:00
pubblicato il 18/gen/2013 18:34

Pdl: Quagliariello,voto cattolici non va a nessun partito va ...(1upd)

+++Monti si e' collocato nella parte sinistra del campo+++.

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(ASCA) - Roma, 18 gen - ''Il voto dei cattolici non va a nessun partito per legge, ma lo si deve conquistare con un programma, degli impegni. E' quanto cerchiamo di fare''. Lo ha detto il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello in occasione del convegno Maggna Carta ''Tradizione, valori, politiche sociali nell'agenda di governo''.

''Una campagna elettorale in tempo di crisi esige risposte e chiarezza di visione - ha proseguito -, una campagna elettorale in tempo di crisi non puo' che essere un confronto tra concezioni tra loro alternative sulla base delle quali declinare le rispettive ricette di governo. Restare a meta' del guado non e' possibile e chi ha provato a farlo, chi ha pensato che in politica si potesse 'salire' fino a elevarsi sopra le linee di demarcazione che in tutta Europa distinge le grandi famiglie del popolarismo e della socialdemocrazia, chi ha ritenuto che i programmi di governo potessero prescindere dagli orientamenti ideali, ha dovuto prendere atto che cio' non e' possibile''.

''A qualificare una scelta di campo non sono solo le posizioni espresse - ha aggiunto Quagliariello - ma anche quelle su cui ci si rifiuta di esprimersi. Ecco, da questo insieme di pensieri, opere e omissioni e' evidente che il professor Monti si e' collocato nella parte sinistra del campo''.

''Non si tratta di una astratta e retriva disputa ideologica. Le scelte di campo - ha osservato Quagliariello - comportano l'adesione a una determinata visione del mondo, ed e' la visione del mondo a orientare le ricette di governo, anche sul terreno economico e delle politiche sociali. A meno di non voler pensare che tutto possa essere risolto con la tecnica''.

Sottolineando che ''il centrodestra non e' certo un monolite'', Quaglieriello ha ricordato come il Pdl ''si fonda sulla centralita' della persona, come fine e misura di ogni scelta politica e di ogni azione di governo''.

Quanto all'Europa, il vicecapogruppo PdL ha affermato che ''l'Europa che vogliamo, che abbiamo in mente e' quella dei padri fondatori, costruita sull'armonizzazione degli interessi nazionali e non sull'imposizione di distruttive egemonie. E' l'Europa che traccia ponti e non barriere tra il Baltico ed il Mediterraneo, tra la patria del rigorismo e la culla dell'umanesimo solidale e dello Stato di diritto. Ed e' l'Europa che alle spalle della nostra moneta unica non lascia un deserto istituzionale. E' l'Europa con un'anima, dell'integrazione nel solco di una identita'. E' questa l'Europa del popolarismo di cui ci sentiamo parte integrante, mentre altri ne prendono imbarazzati le distanze, ragion per cui - ha rimarcato - abbiamo motivo di ritenerci in Italia l'unica chiara alternativa alla sinistra e alla socialdemocrazia europea''.

Per quanto concerne l'Italia Quagliariello ha ricordato come ''sul presidenzialismo non torneremo indietro nella prossima legislatura'', mentre ''nessun intervento di ingegneria istituzionale potra' ridare piena sovranita' ai cittadini e agibilita' democratica al nostro Paese senza una riforma della giustizia che restituisca piena operativita' ai principi del giusto processo e stabilisca una autentica parita' tra le parti. E che impedisca ad una falange agguerrita di militanti rivoluzionari con la toga addosso di inquinare la vita democratica di un Paese e infangare tanti colleghi che ogni giorno compiono il proprio dovere senza clamore e con grande sacrificio''.

Sul fronte delle istituzioni territoriali infine Quagliariello ha ribadito ''la proposta di lasciare che sia il territorio a gestire parte del consistente gettito fiscale dal territorio stesso prodotto, facendosi carico dell'erogazione dei servizi che non siano di stretta pertinenza centrale. Se correttamente attuato e temperato da adeguati meccanismi di perequazione un modello del genere puo' rappresentare una opportunita' storica specialmente per i terriotori piu' svantaggiati''.

njb

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