domenica 26 febbraio | 17:52
pubblicato il 22/mag/2011 20:27

Pdl-Lega scontro su ministeri.Berlusconi: Sposteremo dipartimenti

Alemanno: Salta tutto. Opposizione: Sono alle comiche

Pdl-Lega scontro su ministeri.Berlusconi: Sposteremo dipartimenti

Roma, 22 mag. (askanews) - Maggioranza nel caos dopo la proposta avanzata dalla Lega e sostenuta dal leader del Carroccio Umberto Bossi di trasferire alcuni ministeri al Nord. Le dichiarazioni rilasciate ieri dal premier Silvio Berlusconi sembravano rappresentare un via libera all'operazione 'trasloco', ma i capigruppo del Pdl di Camera e Senato sono intervenuti oggi per stoppare la proposta leghista. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha avvertito che l'ipotesi è impraticabile, altrimenti "salta ogni intesa" e alla fine è toccato di nuovo al premier cercare di mediare: "Arriveranno probabilmente dei dipartimenti, ci sono già a Milano dei dipartimenti delle opere pubbliche e del provveditorato scolastico". Ma le parole di Berlusconi arrivano al termine di una giornata difficile. Prima, erano stati i capigruppo parlamentari del Pdl, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, a lanciare un avvertimento, in una nota congiunta: "Il rapporto fra l'attività di governo e il territorio può essere affrontato in modo positivo con conferenze periodiche fatte a Milano e a Roma fra i ministri economici e delle Infrastrutture con i presidenti di Regione e i sindaci dei Comuni capoluogo. In questo modo si possono evitare i complessi problemi istituzionali che il decentramento di alcuni ministeri può porre e invece affrontare positivamente quello del rapporto fra i ministeri stessi e le realtà territoriali". Un invito a riflettere, dal momento che nel Pdl i malumori sono tanti. Fin dal mattino era partito un fuoco di fila di alcuni big del Popolo della libertà. Fra i primi a intervenire erano stati Roberto Formigoni e Renata Polverini, governatori di Lombardia e Lazio. Il primo sottolineando: "La mia Regione non è interessata ai posti di lavoro ministeriali". La seconda rincarando la dose: "E' assurdo spostare i ministeri, chiederemo un chiarimento a Berlusconi". Anche il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa aveva mostrato perplessità: "Non è importante dove stiano i ministeri, che stanno a Roma, ma quello che fanno a favore dei cittadini. E i ministeri italiani a favore di Milano credo facciano molto". Ma la Lega non sembra intenzionata a fare passi indietro e, anzi, Umberto Bossi nel pomeriggio è arrivato a rispondere con una pernacchia alle perplessità di Formigoni. Quindi, il leader del Carroccio ha tagliato corto: "Calderoli firmerà, Berlusconi è d'accordo: i ministeri verranno a Milano". Versione confermata dal ministro della Semplificazione: "Io sono abituato che nel Pdl decide Berlusconi - ha detto Calderoli - lui ci ha detto di sì, a me basta". Sarcasmo in quantità dall'opposizione. "A qualche ora dal voto diranno ai milanesi che trasferiranno al nord anche il Colosseo", ha detto il Pd Francesco Boccia. "La verità - ha aggiunto il responsabile enti locali Pd Davide Zoggia è che oramai la maggioranza non esiste più, non regge neanche la prova delle solite invenzioni della Lega". Anche Pier Ferdinando Casini ha usato toni simili: "Alemanno, giustamente, le ha definite 'soltanto balle' e mi verrebbe da dire: 'per fortuna', se non fosse che l'Italia sta finendo nel ridicolo". E per Antonio Di Pietro il trasferimento dei ministeri sarebbe "un terremoto per molte famiglie", ma "l'idea di Berlusconi è stata accolta da un coro di fischi da tutte le parti, anche all'interno del suo partito e della sua maggioranza". Peraltro, i rilanci di Bossi hanno irritato Alemanno e la Polverini che hanno chiesto un incontro urgente al premier. E il sindaco di Roma ha anche avvertito: "Si tratterebbe comunque di una violazione del mandato elettorale che rimette in discussione ogni equilibrio e ogni intesa. In altri termini avviso ai naviganti: Roma questa cosa non l'accetta". Berlusconi ha provato a stemperare parlando di spostamento di alcuni dipartimenti: "Penso che non ci sia nessuna difficoltà a che alcuni ministeri possano venire a Napoli e in altre città anche del sud, che potranno essere in grado di lavorare conoscendo da vicino la situaizione". Si vedrà se sarà sufficiente a riportare la calma nel centrodestra.

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