martedì 17 gennaio | 04:39
pubblicato il 12/apr/2011 21:14

Pdl/ Giovedì il 'cenone', fra dubbi Scajola e divisioni ex An

Verdini vede Responsabili. Fini nell'arena. Milano spacca Fli?

Pdl/ Giovedì il 'cenone', fra dubbi Scajola e divisioni ex An

Roma, 12 apr. (askanews) - Domani è il 'giorno dell'abbuffata', nel Pdl. Pranzi, cene, incontri conviviali in vista del 'cenone' di giovedì sera, quando ministri e big pidiellini si incontreranno all'hotel Valadier, pieno centro storico della Capitale (e non, come sembrava in un primo momento, fuori Roma). Già alle spalle, se tutto andrà come previsto, ci sarà l'approvazione del processo breve a Montecitorio. Davanti, però, il partito del Cavaliere avrà il nodo della riorganizzazione, che continua a lacerare il principale partito di maggioranza. Ci saranno gli ex An e ci sarà Tremonti. Forse anche Scajola, invitato ma ancora indeciso sul da farsi. Un'altra vittima delle tensioni interne, dopo l'unità degli ex FI messa in discussione dagli affondi di Scajola e Micciché, è la compattezza finora granitica della componente ex An. Domani sera, infatti, la cena dei matteoliani dovrebbe segnare l'alleanza tra gli uomini del ministro delle Infrastrutture, gli alemanniani e la i fedelissimi di Andrea Augello. Una nuova corrente che reclama maggiore partecipazione nelle decisioni assunte dalla componente di maggioranza, quella targata La Russa-Gasparri. I due ex colonnelli, però, godono anche del sostegno di Fabio Rampelli e Giorgia Meloni. Correnti che si posizionano in vista del vero scontro, che alla fine non è detto si consumi: quello sul vertice del partito. Il triumvirato è sottoposto a critiche, alcuni azzurri di Liberamente hanno 'candidato' Verdini alla guida unica del partito. Ma è difficile che Berlusconi possa mettere mano al Pdl senza scontentare le varie anime pidielline. Non è un caso che il premier anche nelle ultime ore abbia mostrato irritazione per l'immagine offerta dal partito, con le amministrative alle porte e il rischio che alle Comunali Milano la situazione si complichi. Chi davvero Berlusconi non può scontentare è il gruppo dei Responsabili. Stamane Verdini ha ricevuto una delegazione della 'terza gamba', l'accordo di massima è quello di assegnare quattro posti del governo ai deputati (uno per ciascuna anima dei Responsabili, fra cui Pionati, Polidori e Calearo), due poltrone ai senatori, oltre a tre fuori quota (Misiti e Bellotti). Certo, il rimpasto potrebbe essere questione di una settimana, i responsabili scalpitano e mugugnano, ma il coordinatore del Pdl è stato chiaro: non possiamo nominare sottosegretari mentre siamo in piena emergenza immigrazione, sarebbe un boomerang. Se il Pdl mostra crepe, Fli non è da meno. Adolfo Urso e Andrea Ronchi proseguono nel cammino intrapreso, tanto da non nascondere nei giorni scorsi in diverse interviste il disagio e pronti a paventare anche lo strappo. La linea anti Pdl scelta dai finiani potrebbe rappresentare il detonatore: se a Milano si andasse al ballottaggio e Fli non sostenesse la Moratti, l'area 'moderata' del partito potrebbe spingersi fino a valutare gesti forti. Il progetto prevede la costituzione di un'area di centrodestra, non berlusconiana ma pronta a confrontarsi con il Pdl. Pippo Scalia e alcuni eurodeputati potrebbero seguire Urso e Ronchi, che domani riuniranno a pranzo i malpancisti futuristi. Fra una settimana è in agenda un'iniziativa della fondazione di Urso con Altero Matteoli, con il quale l'ex viceministro vanta da sempre un rapporto solido. Insomma, Fli fibrilla. Gianfranco Fini, dal canto suo, osserva con sempre maggiore distacco la questione interna. E anzi ha annunciato ai suoi un 'rientro' in grande stile. Fino alle amministrative sarà un crescendo di prese di posizioni, dure contro il premier e il Pdl. Senza risparmiare chi, nel partito, non concorda con la linea di marcia intrapresa.

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