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pubblicato il 07/ott/2013 12:36

Pdl: Gelmini, bene gli stati generali, noi lealisti siamo maggioranza

Pdl: Gelmini, bene gli stati generali, noi lealisti siamo maggioranza

(ASCA) - Roma, 7 ott - ''Se e' vero che il bene piu' prezioso e' nello stesso tempo l'unita' del Pdl e la stabilita' del governo, accompagnata da fatti concreti, questi due motori non possono restare immobili. E nessuno puo' dire 'non disturbate il manovratore'. Oggi l'attenzione deve essere rivolta al partito. Troppi di noi hanno atteso con pazienza che la stagione del nuovo segretario portasse i frutti di una direzione articolata e competente, un coinvolgimento ampio e un ricambio generazionale a tutti i livelli e ci siamo improvvisamente svegliati, una mattina, con il partito in mano ai falchi a fronteggiare le colombe della delegazione di governo. Mi chiedo: come si e' potuti arrivare a tutto questo? Come hanno potuto due minoranze prendere la scena politica e ridurla ad una resa dei conti: 'o con noi o contro di noi?'''. Se lo chiede, il vicepresidente vicario del Pdl alla Camera, Mariastella Gelmini, in un'intervista al Corriere della Sera.

''Per onesta' intellettuale dico che sarebbe troppo facile e autoassolutorio rovesciare sul segretario Alfano tutte le responsabilita' perche' le questioni sono complesse, ma proprio per questo abbiamo il dovere di aprire con serenita' e spirito costruttivo, senza contese personali, una riflessione profonda all'interno del partito. Lo dobbiamo ai nostri elettori e al presidente Berlusconi che con la sua leadership ha costruito l'unita' dei moderati, un patrimonio da non disperdere. Dobbiamo interrogarci - prosegue Gelmini - su cosa ha rappresentato in questi anni e cosa vuole rappresentare davvero il centrodestra di Berlusconi. Non mi riconosco nella posizione dei falchi che riduce il berlusconismo ad una forma chiusa e autoreferenziale. E per quanto mi senta una moderata trovo lo stesso rischio, rovesciato, nella loro attuale posizione''.

''Il collega Fitto pone due questioni difficilmente eludibili: l'identita' del centrodestra, ma anche la necessita' di introdurre la selezione democratica della classe dirigente a tutti i livelli. Attraverso il congresso, e nel frattempo, almeno gli stati generali. Abbiamo atteso anche troppo. Noi lealisti - sottolinea Gelmini - rappresentiamo il main stream del partito, il grande corpaccione, che magari non e' cosi' organizzato, ma che e' in sintonia con la base dei militanti: bastava guardare ieri la reazione della nostra gente sui social network. Il partito non si riduce a due minoranze: ne' quella dei falchi ma neppure quella dei governativi. Io sono per natura e cultura una moderata, ma temo una deriva neocentrista, lontana dal nostro elettorato. Occorre fare le riforme liberali, altrimenti si rischia la fine di Monti''.

red-ceg/cam/rob

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