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pubblicato il 26/ott/2013 14:13

Pdl: Gasparri, oltre il nome dobbiamo capire che partito vogliamo

Pdl: Gasparri, oltre il nome dobbiamo capire che partito vogliamo

(ASCA) - Roma, 26 ott - ''L'iniziativa di chi vuole l'unita' del nostro partito, esigenza prioritaria per rappresentare al meglio valori programmi ed elettori del centrodestra, proseguira' con piu' forza e ulteriori qualificate presenze.

Chiarendo vari equivoci che sono rimasti sul campo. Il sostegno a Berlusconi, vittima di aggressioni giudiziarie e parlamentari che stravolgono principi costituzionali e norme europee, e' la priorita', un dovere morale, l'affermazione di un principio di liberta'''. Lo ha affermato in una nota Maurizio Gasparri senatore del Pdl e vicepresidente del Senato.

''Il nome del partito - ha aggiunto - e' stato accettato in una riunione a cui erano presenti e consenzienti molti dissidenti postumi. In quella occasione c'erano tutti, solo io espressi dubbi. Gli altri erano ben felici. Certo il nome non e' tutto, bisogna capire quale partito si faccia. Anche qui rivendico la pubblica critica a protagonismi deleteri di singole persone che allontanano elettori e alimentano estremismi ossessionati e ossessivi''.Inascoltato, ho sostenuto che a volte in politica un passo indietro ne puo' favorire due in avanti in fasi successive. Saggezza che soprattutto chi e' piu' giovane deve praticare. Il nuovo partito deve essere aperto alle novita' ma deve puntare alle qualita'. Non saranno improvvisazioni, boy scout della protezione civile, promotori finanziari e faune varie a dare soluzioni. Partecipazione, merito, democrazia e primarie sono le regole per rinnovare, non certo le cooptazioni di marziani. Ora rischia di prevalere la corsa alla firma mentre serve la corsa alla coesione, alla franchezza, all'intelligenza''. ''Da domani, ad esempio, dobbiamo esaminare la legge di stabilita'. Le norme sulla casa vanno buttate nel cestino e rifatte. Nessun nostro ministro puo' immaginare cosa diversa.

Enrico Letta poi, visto che non puo' dirigere il suo partito da cui rischia di ricevere il licenziamento, la smetta di pretendere di dirigere il nostro. Gia' sbaglio' sproloquiando sul ventennio, ora ripropone divisioni, indica interlocutori, ignora provocatoriamente ruolo e peso di Berlusconi. Letta - ha chiarito Gasparri - cosi' va a sbattere presto. Sia meno invadente e riscriva le norme sulla casa che ha infilato nella legge di stabilita' in una pausa di sonno del Consiglio dei ministri. Ci faremo sentire nel partito e nel Parlamento.

Con spirito costruttivo, con lealta' vera perche' priva di obiettivi personali, senza tendenze sfasciste. Ma ben sapendo che l'aggressione illegale a Berlusconi non e' vicenda che non condizioni le basi stesse della vita democratica. Non c'e' governabilita' senza rispetto della liberta''', ha concluso.

com-brm/mar/ss

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