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pubblicato il 09/nov/2013 11:30

Pdl: Cicchitto, tornati al 2 ottobre. Falchi vogliono crisi governo

Pdl: Cicchitto, tornati al 2 ottobre. Falchi vogliono crisi governo

(ASCA) - Roma, 9 nov - ''Non si capisce la ragione per cui quotidianamente alcuni, non tutti, dei cosiddetti falchi nonche' dei cosiddetti lealisti rovesciano contro chi non e' d'accordo con loro alcune tonnellate di insulti. Non c'e' materia per arrabbiarsi, ma piuttosto per fare i conti con la realta'''. Lo ha affermato in una nota Fabrizio Cicchitto, deputato del Pdl, secondo cui ''siamo in presenza di un chiaro dissenso politico perche' siamo ritornati alla situazione del 2 ottobre quando all'interno del Pdl c'erano esponenti autorevolissimi che volevano la crisi di governo: adesso la rivogliono. Inoltre - ha aggiunto - c'e'una visione di cosa dovrebbe essere Forza Italia che non e' per niente condivisibile. Per parte nostra abbiamo sintetizzato in un documento politico le nostre posizioni su questi due argomenti e su altro, raccogliendo piu' di 300 firme, mentre piu' di 30 senatori e di 20 deputati confermano la loro volonta' di ribadire la fiducia al governo per ragioni che vanno al di la' di una questione di poltrone''. ''Vogliamo mantenere il sostegno al governo perche' riteniamo che una crisi provocata dal Pdl sarebbe un salto nel buio, non darebbe alcun vantaggio a Berlusconi e darebbe al centrodestra tutte le responsabilita'delle conseguenze economiche e finanziarie di questo gesto, metterebbe in moto meccanismi politici e istituzionali vantaggiosi solo per il Pd. Sul partito - ha sottolineato Cicchitto - non c'e' un problema di sigle ma di sostanza: vogliamo che Forza Italia o Pdl che sia combini insieme il ruolo carismatico di Berlusconi, con quello politico di Alfano,con la democrazia interna; vogliamo un partito moderato,garantista e riformista,non un partito in cui tutto il potere politico e'concentrato in una sola persona e quello organizzativo in un nucleo estremista e autoritario''. Inoltre ''vogliamo che il Pdl permanga nel PPE e non provochi esso stesso con mosse dissennate le condizioni politiche e statutarie per essere escluso. La presenza nel PPE deve essere funzionale anche ad aprire una grande battaglia in Europa per modificare le politiche attualmente prevalenti senza pero' concessioni alle derive populiste e anti-europeiste''.

com-brm/mau/ss

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