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pubblicato il 18/ott/2011 21:31

Pdl/ Big in Aula e timore defezione cattolici,è emergenza numeri

Dopo Todi pressing su 5-6deputati.Scajoliani inquieti su sviluppo

Pdl/ Big in Aula e timore defezione cattolici,è emergenza numeri

Roma, 18 ott. (askanews) - "Cioé, è venuto Berlusconi e noi rischiamo di andare sotto un'altra volta? Con lui in Aula rischiamo un'altra figura da cretini??". Alessandra Mussolini, deputata del Pdl che non ama i giri di parole, fotografa alle 15 la giornata surreale che la maggioranza si appresta a vivere, tra numeri incerti e tre rinvii della seduta necessari a richiamare i deputati 'ritardatari'. In tutto cinque ore precettati a Montecitorio, deputati e ministri, sottosegretari e leader di maggioranza, per oltre un'ora alla Camera si affaccia anche Silvio Berlusconi in persona. Magro il bottino finale, 2 (due) voti sulla riforma dell'articolo 41 della Costituzione e un pomeriggio trascorso tra l'Aula e i corridoi della Camera, con l'intero governo costretto a marcare presenza e un crescente nervosismo dei ministri. Denis Verdini fa di conto tra il cortile e il Transatlantico, con l'I-Pad l'aiutano a tenere sotto controllo la situazione. E però lo scarto parlamentare resta il principale cruccio dell'intera classe dirigente del Pdl. La convention di Todi ha lasciato segni indelebili e lanciato segnali inquivoci. E nonostante Berlusconi si affretti a rilevare che da Bagnasco non è arrivata alcuna bocciatura dell'esecutivo, il 'voltafaccia' del mondo cattolico preoccupa non poco proprio chi nel Popolo della libertà guarda con attenzione al rapporto con le gerarchie vaticane. Indiscrezioni raccolta alla Camera raccontano di un pressing discreto ma insistente di 'ambasciatori cattolici' su cinque o sei deputati pidiellini, con l'obiettivo di mettere la parola fine all'esperienza dell'attuale esecutivo. In particolare, nel mirino ci sarebbero uomini vicini alla Compagnia delle opere. E sarebbe in atto una divaricazione sempre più netta tra l'ala formigoniana e quella che fa capo a Maurizio Lupi, alla guida della fazione più 'governativa'. Sotto traccia, per ora, resta il gruppo che fa capo a Claudio Scajola. Il decreto sviluppo si caratterizza per un parto complicato, alimentando il nervosismo di chi, come l'ex ministro dello sviluppo, aveva assicurato di essere pronto a tirare la corda sul provvedimento, in modo da migliorarlo. Nessun voto è scontato, aveva lasciato trapelare in occasione dell'ultima fiducia. Se si considerano anche i mal di pancia crescenti dei deputati fedelissimi al politico ligure, e il concreto rischio che il decreto non venga incontro alle richieste di chi non condivide la 'strategia' tremontiana, si capisce che nei prossimi giorni potrebbe tornare a manifestarsi la tensione fra il Pdl e Scajola. A questo ragionamento si lega il destino di Giustina Destro e Fabio Gava, le ultime defezioni in ordine di tempo nella maggioranza. Nei giorni scorsi molto si è discusso sui provvedimenti da adottare, fino a ventilare l'espulsione dei due deputati veneti. Berlusconi oggi ha preferito non sbilanciarsi, ma nel partito riferiscono di un crescente pressing sui due dissidenti. Un tentativo di 'recupero' giustificato, spiegano fonti di via dell'Umiltà, dai numeri ballerini della Camera. Proprio per puntellare la maggioranza ed evitare ulteriori inciampi, si registra l'incontro serale messo in agenda dal presidente del Consiglio. Per almeno mezz'ora, prima di ricevere i ministri economici, Berlusconi si è intrattenuto a colloquio con il 'responsabile' Maurizio Grassano. In fondo, stando ai numeri di venerdì scorso, ogni deputato rappresenta in questo momento il voto numero '316' necessario per tenere in vita l'attuale esecutivo.

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