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pubblicato il 02/giu/2011 05:10

Pdl/ Berlusconi vara la 'mezza rivoluzione' e lancia Alfano

'Nel 2013 lui premier?Vedremo'.Ridimensionati ex An, con malumori

Pdl/ Berlusconi vara la 'mezza rivoluzione' e lancia Alfano

Roma, 2 giu. (askanews) - Con il Pdl travolto dalle amministrative, Silvio Berlusconi si decide a fare quanto promesso da oltre un anno, mettere mano al partito. Non un terremoto, ma una scossa sì: restano i tre coordinatori, ma nasce la figura del segretario nazionale, cui spetta la guida politica del Pdl. E la scelta cade sul delfino Angelino Alfano. Meno di quanto avrebbe voluto il Cavaliere, una guida unica, ma il massimo possibile per non mettere a repentaglio la tenuta della maggioranza. Al fianco di Alfano resteranno dunque Denis Verdini, Sandro Bondi e Ignazio La Russa, a garanzia delle varie anime del partito, ma con l'esponente ex An relegato a responsabile della propaganda. Certo, l'avvio della stagione Alfano 'chiama' immediatamente la domanda dei cronisti sulla premiership del 2013. "E' qualcosa che si dovrà decidere, non possiamo dare ora una risposta", risponde Berlusconi a chi gli chiede del derby fra il Guardasigilli e il Cavaliere. Entro un mese il Consiglio nazionale benedirà il nuovo organigramma e in occasione di quell'appuntamento Alfano si dimetterà da Guardasigilli. Una scelta travagliata, dettata dall'incompatibilità politica fra i due incarichi, presa dopo aver soppesato le opportunità di questo trampolino di lancio anche nell'ottica del 2013, ma anche i rischi di un compromesso che prevede comunque la presenza ingombrante dei coordinatori. Non è un mistero che 'Angelino', come lo chiama Berlusconi, ha chiesto fino all'ultimo una soluzione diversa, da guida unica. Le dimissioni da ministro - spiegano fonti del Pdl - rappresentano per questa ragione un segnale anche a La Russa, forse anche una sfida politica a chi ricopre l'incarico. Se Berlusconi avrebbe voluto di più, la scelta di attribuire a La Russa la delega della propaganda rappresenta di un certo un segnale non positivo per il ministro della Difesa. Con la segreteria politica di Alfano, la guida dell'organizzazione a Verdini, il gruppo della Camera rimasto in mano azzurra, il coordinatore aennino e tutta la componente che aveva sede a via della Scrofa escono ridimensionato. Una circostanza dettata anche dalle divisione interne nell'ex An, vista la scelta filo berlusconiana di Matteoli, la frattura con la componente di Alemanno (a nulla sembra essere servito l'incontro di oggi), l'autonomia dell'ala romana che fa capo ad Augello e la linea eterodossa di Polverini. Berlusconi, incassato anche il colpo del via libera della Cassazione al referendum sul nucleare - che rende un po' meno arduo il raggiungimento del quorum sul legittimo impedimento, ha riunito quindi l'ufficio di Presidenza a Grazioli. Ha ripreso le deleghe dei coordinatori, le attribuirà ad Alfano che a sua volta le distribuirà - ma solo quelle organizzative - ai tre coordinatori. Certo, non mancano i malumori. Oltre a quelli delle componenti aennine, restano le perplessità di alcuni deputati malpancisti dell'ex FI, che oggi hanno incontrato Frattini. E resta da capire come si comporterà Claudio Scajola e la sua pattuglia parlamentare. Quanto a Verdini, anche lui ne esce ridimensionato, ma forte del rapporto strettissimo con Berlusconi. Senza contare i rischi di mantenere vacante una casella, quella della Giustizia, per la quale è già cominciato il totonomine. C'è una rosa, ma ancora non la svelo, ha messo le mani avanti il presidente del Consiglio. L'ultimo messaggio è di Alfano: "L'obiettivo è vincere nel 2013".

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