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pubblicato il 14/mar/2011 21:47

Pdl /Berlusconi: No a correnti né aut aut. Domani vede Scajola

In salita ipotesi ruolo di vertice. Monta malessere in ex Fi

Pdl /Berlusconi: No a correnti né aut aut. Domani vede Scajola

Roma, 14 mar. (askanews) - Il problema è che il malessere nella vecchia guardia azzurra c'è eccome. Silvio Berlusconi lo sa. Ed è per questo che la 'fuga in avanti' di Claudio Scajola gli è andata di traverso: "Bisogna evitare personalismi, altrimenti il partito implode", avrebbe detto. L'ipotesi dell'ex ministro di dare vita a gruppi autonomi sia alla Camera che al Senato ha di fatto rotto quella pax che faticosamente il premier era riuscito a ottenere tra le varie anime del Pdl appena qualche mese fa, quando erano cominciate a fioccare fondazioni, cene di corrente, discussioni su discussioni tra gli ex Fi e gli ex An rei di essersi 'allargati' troppo. Figurarsi quanta voglia avesse il presidente del Consiglio, che in cima ai suoi pensieri ha piuttosto i suoi quattro processi, di dover riaprire il file delle faide interne. Ma Claudio Scajola è stato molto chiaro in entrambi gli incontri "franchi" ma piuttosto tesi avuti ad Arcore. E domani ex ministro e premier torneranno a vedersi in un faccia a faccia che non si preannuncia meno difficile dei precedenti. Il politico ligure, infatti, punta a tornare in pista a pieno titolo, a conclusione dell'anno 'sabbatico' che gli è stato imposto dalla ormai famosa vicenda della casa vista Colosseo in seguito alla quale fu costretto a dimettersi. A dettare il 'timing' dell'uscita è stata anche la querelle sul rimpasto e sui posti di governo che toccherebbero ai Responsabili. Una situazione che ha fatto andare in fibrillazione buona parte della vecchia guardia berlusconiana, almeno quella che attualmente non ha incarichi di governo. In questa breccia si è infilata la richiesta di Scajola, ma il suo ritorno in grande stile nell'Esecutivo non sembra cosa probabile. E allora l'ex ministro ambirebbe al ruolo di coordinatore che ora è di Sandro Bondi. Un modo anche per rientrare 'in corsa' nella partita e ricominciare a giocare un ruolo al tavolo delle candidature dal quale al momento è piuttosto lontano. Ma, appunto, l'annuncio di Scajola ha fatto scattare tutta una serie di anticorpi nel partito. Nessuno sembra disposto a fare spazio. Non è un caso se chi è attualmente al governo, sposa l'ipotesi che domani Berlusconi gli possa offrire un ruolo, tirato fuori dal cilindro ad hoc, magari di coordinamento in vista delle amministrative. E chi invece guida la macchina del partito, accredita piuttosto l'ipotesi che che gli venga proposto un ministero di secondo piano o un paio di sottosegretariati per i suoi uomini. Difficile credere che l'arrivo di Scajola nel triumvirato non avrebbe ripercussioni di non semplice gestione. Né risulta che Cicchitto (che in serata con Verdini ha visto il premier) sarebbe pronto a lasciare in suo favore la poltrona di capogruppo alla Camera. Di certo Berlusconi vuole che l'ex ministro metta da parte la minaccia di creare gruppi. In questo quadro anche i tempi del rimpasto sembrano allungarsi, con Saverio Romano che viene descritto sempre più scalpitante. Quello che i fedelissimi di Scajola assicurano è che l'ex ministro sia molto determinato ad andare fino in fondo, sebbene in realtà si confidi sul fatto che non sarà necessario. Al premier, il politico ligure avrebbe mostrato una lista di 23 deputati e 12 senatori: elenco su cui si sarebbe già scatenata la 'moral suasion' degli attuali vertici Pdl. Anche perché nei forzisti della prima ora, nonostante i mal di pancia verso l'attuale gestione del Pdl, molti pur considerati vicini all'ex ministro, non hanno condiviso la scelta della fuga in avanti. Oggi, tra l'altro Scajola ha avuto un colloquio anche con Antonio Martino, presidente onorario della Fondazione Cristoforo Colombo: i due si sarebbero confrontati sulla situazione, visto anche che pure l'ex ministro della Difesa domani sera varcherà la soglia di palazzo Grazioli. E anche in vista del colloquio con il premier, Martino, ha oggi esaminato lo stato dell'arte con un gruppo di ex azzurri.

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