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pubblicato il 13/nov/2013 08:34

Pdl: Berlusconi, impossibile collaborare con chi mi fa decadere

Pdl: Berlusconi, impossibile collaborare con chi mi fa decadere

(ASCA) - Roma, 13 nov - ''Sono preoccupato dal voto sulla mia decadenza. Si violano le regole con la retroattivita' della legge Severino e con il voto palese sulla decadenza. Se il Senato votasse la mia decadenza, io sarei in balia di tutte le Procure''. Lo ha detto ieri sera Silvio Berlusconi incontrando nella nuova sede di Forza Italia, in piazza in Lucina, un centinaio di giovani. Secondo alcune indiscrezioni, nel corso della cena il Cavaliere avrebbe parlato anche della necessita' di dare un altola' al governo a iniziare dalla legge di stabilita' che ha iniziato il suo iter parlamentare (''Serve solo alla stabilita' del governo''). Prima della cena con i giovani, il presidente del Pdl aveva incontrato Raffaele Fitto, leader dei lealisti del partito, per fare il punto sulla situazione in vista del Consiglio nazionale del 16 novembre convocato per ratificare la rinascita di Forza Italia. Berlusconi, secondo alcuni dei partecipanti alla cena, nel suo discorso sarebbe tornato a parlare di ''omicidio politico'': ''Risulta incredibile che un partito alleato al governo con noi voglia far fuori il leader del nostro movimento. Come possono chiedere ai nostri ministri e senatori di continuare a collaborare con il governo quando si rendono responsabili dell'omicidio politico del leader del Pdl?''. Secondo l'ex premier, la sinistra ''vuole eliminare chi e' stato un ostacolo per vent'anni alla sua presa definitiva del potere''. Il Cavaliere avrebbe inoltre affrontato il tema delle divisioni nel Pdl: ''Potete immaginate il dolore che mi attanaglia: da vent'anni faccio di tutto per tenere uniti i moderati che sono la maggioranza degli italiani. Ma arriva sempre qualcuno che li divide''. Berlusconi avrebbe inoltre punzecchiato polemicamente i ministri e i senatori del Pdl che si sono schierati con Angelino Alfano nella difesa della tenuta dell'esecutivo e che potrebbero ribadire la propria lealta' al premier Enrico Letta in caso di crisi di governo: ''Da noi ci sono cinque ministri che amano fare i ministri ''diversamente'. Ci sono i senatori che godono di questo titolo nobiliare e che dopo sette mesi temono di non essere rimessi in lista o di non avere i voti''. Il Cavaliere, nel concludere il suo discorso, avrebbe ribadito: ''Forza Italia e' qualcosa di emozionante. Penso sia stata una decisione giusta quella che abbiamo votato all'Ufficio di presidenza: tornare alle origini del nostro movimento. Questa decisione la porteremo alla ratifica del Consiglio nazionale di sabato prossimo. Saremo tutti azzurri e azzurre di Forza Italia''. Una battuta sarebbe stata riservata a Matteo Renzi, candidato alla segreteria del Pd: ''Renzi e' un opportunista, sta imbarcando tutti e non cambiera' nulla. Ma gli italiani, che lo vedono tutti i giorni in tv, iniziano a conoscerlo per quello che e'. Nei sondaggi inizia a calare''. Angelino Alfano, con una intervista al ''Corriere della Sera'' di oggi'', torna ad auspicare che non ci sia una rottura del Pdl e ricorda ai falchi del Pdl che nell'eventualita' di elezioni anticipate Berlusconi non sarebbe candidabile per via degli effetti della legge Severino: ''Solo gli ipocriti e i cinici fanno finta di non sapere che si andrebbe alle elezioni al buio''. Da qui la considerazione che il Pdl non avrebbe interesse a un voto in tempi brevi. Per Alfano, Berlusconi ''ha sempre tenuto un comportamento da uomo di Stato, linea che lo ha premiato e continuera' a premiarlo''. Ieri il vicepremier aveva dichiarato: ''Noi lavoriamo fino all'ultimo istante disponibile per tenere unito il nostro movimento nella consapevolezza che il leader e' un uomo, cioe' Berlusconi, vittima di una grande ingiustizia giudiziaria''. Un tentativo di mediazione sarebbe stato affidato a Gianni Letta e Fedele Confalonieri: l'obiettivo sarebbe quello di convincere Berlusconi a non dare ulteriori ultimatum al governo nel corso del discorso che terra' al Consiglio nazionale del Pdl. Il giudizio piu' preoccupato sui rapporti interni al Pdl arriva da Fabrizio Cicchitto. ''Nelle ultime ore c'e' stata la radicalizzazione dello scontro da parte di fuochisti, lealisti e falchi, per cui sembra che vengano meno le condizioni per un dibattito sereno''. L'ex capogruppo del Pdl alla Camera conferma di non avere ancora sciolto i propri dubbi sulla partecipazione all'appuntamento del Consiglio nazionale del 16 novembre: ''Non e' chiaro l'ordine del giorno e neanche il contesto nel quale una riunione cosi delicata dovrebbe svolgersi. Ecco dunque che i dubbi sulla nostra partecipazione. Penso che non ci sia nessun motivo per cui si debba bollare alcuni esponenti del partito come traditori, mentre la storia di Gianfranco Fini non c'entra proprio niente''. E' stato fissato per oggi alle 14 l'incontro tra Alfano e i ministri del Pdl a cui dovrebbero partecipare pure i parlamentari del partito che non hanno intenzione di seguire Berlusconi nell'ipotesi dell'apertura della crisi di governo. gar/sam/

 

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