giovedì 19 gennaio | 12:52
pubblicato il 11/ott/2013 20:17

Pdl: Berlusconi, faro' fine Timoshenko.Partito resti unito, no congresso

Pdl: Berlusconi, faro' fine Timoshenko.Partito resti unito, no congresso

(ASCA) - Roma, 11 ott - Silvio Berlusconi e' preoccupato per il suo futuro e anche per quello del partito, racconta chi lo ha incontrato negli ultimi due giorni.

''Vogliono farmi finire in carcere e farmi fare la fine della Timoshenko'', avrebbe confessato agli europarlamentari del Pdl che oggi hanno pranzato con lui a palazzo Grazioli e sconsolato avrebbe aggiunto: ''Mi vogliono sbattere in galera e voi mi parlate di congresso...''.

L'ex premier, che ieri sera ha incontrato gli esponenti del Pdl a lui vicini con in testa Raffaele Fitto e che in serata invece dovrebbe incontrare Angelino Alfano, non risparmia critiche ne' agli uni ne' agli altri e chiede che il partito rimanga unito. A chi come Fitto negli ultimi giorni ha chiesto di azzerare le cariche del partito e di celebrare il congresso, ha risposto che si tratterebbe di un ''vecchio rito del teatrino della politica'' invece bisogna ''abbassare le armi e tornare al partito. Faro' tutto quello che posso per riunire. Chi si divide finirebbe per fare da satellite, da stampella della sinistra''.

Berlusconi avrebbe ricostruito anche cio' che e' successo nel Pdl nei giorni precedenti al voto di fiducia al governo Letta.

I ministri del Pdl, secondo l'ex premier, si erano gia' messi d'accordo con Letta che le loro dimissioni sarebbero state poi respinte una volta presentate. Ricorda inoltre che una volta arrivato in Aula al Senato, e aver scoperto solo allora che c'era un documento pronto di 23 senatori disponibili ad andarsene, ha deciso che si doveva votare si' alla fiducia: ''C'era il rischio che si formasse un nuovo governo non amico''. E sui ministri avrebbe detto - sempre secondo quanto raccontano i presenti - di non averli scelti lui, ''ho scelto solo Alfano''. Intanto nel pomeriggio i legali di Berlusconi hanno depositato la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali affinche' l'ex premier sconti la condanna definitiva per frode fiscale nell'ambito del processo Mediaset. Scelta che, tra l'altro, permette a Berlusconi di allungare i tempi rispetto agli arresti domiciliari che scatterebbero dal 16 ottobre. La questione verra' affrontata nel corso di un'apposita udienza davanti al tribunale del riesame. I tempi di fissazione della data richiede pero' procedure piuttosto lunghe.

ceg/gbt

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