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pubblicato il 13/apr/2013 18:47

Pdl: Berlusconi, 'governissimo' o voto a giugno. Pronto a fare premier

Pdl: Berlusconi, 'governissimo' o voto a giugno. Pronto a fare premier

(ASCA) - Roma, 13 apr - Silvio Berlusconi e' pronto ad una nuova campagna elettorale che, come da lui spiegato, forse ha preso il via proprio oggi da Bari. E se si dovesse tornare a votare, qualora il Pd non accettasse ''di dialogare con noi'' e dunque arrivare alla costituzione di ''un governo forte e stabile'', non ci sono dubbi sul fatto che ''il candidato premier saro' io''. Anche perche', in passato, ''abbiamo fermato la sinistra, abbiamo fermato Occhetto, D'Alema, Rutelli e Prodi, e spazzeremmo via anche Bersani''. Parole di fuoco anche verso i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, ''dilettanti allo sbaraglio guidati dalla premiata ditta Grillo-Casaleggio''.

Parlando dal palco di Bari, circondato da migliaia di persone, l'ex premier si e' rivolto piu' volte al segretario del Pd, colpevole di ''aver detto no'' alla possibilita' di ''formare un governo di coalizione'' e che, anzi, cerca, ''con il 29%'' dei consensi, di ''prendersi le cinque cariche dello Stato e di escluderci''. ''A Bersani - ha spiegato Berlusconi alla piazza che intonava 'elezioni, elezioni' - gli andrebbero bene i nostri voti ma non un governo con noi.

Caro Bersani non abbiamo l'anello al naso''. A confortare le parole dell'ex premier, pronto a una nuova discesa in campo ''come nel '94'', i sondaggi che lui stesso ha illustrato alla piazza parlando di ''un vantaggio di 4 punti rispetto agli avversari''. ''Siamo al 34%'', ha annunciato Berlusconi, ricevendo in cambio il coro 'c'e' solo un presidente, c'e' solo un presidente'. Nessuna possibilita', invece, per altre forme di governo, perche' ''se qualcuno vuole proporci un governo come quello di Monti o di minoranza, noi non ci staremo''. Quello che, al contrario, il leader del Pdl non ha escluso e' che, forse, ''servira' una nuova manovra'', perche' ''i conti sono sfasciati''.

Altro discorso e' l'elezione del Presidente della Repubblica, su cui Berlusconi e' tornato a chiedere una personalita' condivisa. No dunque a Gabanelli, Ingroia, Bindi e soprattutto Romano Prodi: ''Se fosse eletto ci toccherebbe emigrare all'estero'', ha ironizzato con la piazza.

Come sempre, e come 20 giorni fa a Roma, l'ex premier non ha risparmiato alcune parole sul capitolo giustizia, tornando ad attaccare ''quei giudici che commettono errori per negligenza o malafede''. Loro, ha spiegato il leader del Pdl, ''devono temere, sopratutto coloro che usano la giustizia ai fini di lotta politica''.

brm/vlm

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