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pubblicato il 02/lug/2011 11:39

Pdl/ Avvenire apprezza Alfano: Finisce partito del predellino

Può vincere la scommessa: Riaprire capitolo alleanze

Pdl/ Avvenire apprezza Alfano: Finisce partito del predellino

Roma, 2 lug. (askanews) - Con l'elezione di Angelino Alfano a segretario del Pdl "è proprio finito il Pdl del 'predellino', cioè dell'aut aut posto da Berlusconi alla vigilia delle ultime politiche ai suoi alleati dell'Udc e di An, rifiutato dai primi e accettato con riserva mentale, che doveva poi portare a una parziale rottura successiva, dai secondi". E' fiducioso il commento del quotidiano Avvenire a quanto accaduto al Consiglio nazionale del Pdl che ieri ha acclamato il ministro della Giustizia segretario. Al giornale dei vescovi piace il "piano diverso" sul quale si è collocato ieri l'intervento di Alfano rispetto a quello di Silvio Berlusconi: "Si è sforzato di indicare il profilo di un partito basato sui principi del popolarismo europeo, il primato della persona, la vita, la famiglia, la coesione sociale, e che appare più aperto alla ricerca di contributi assonanti e di un sistema di alleanze, non solo al recupero del consenso perduto. E anche sulla sua bocca, pur con prudenza, è fiorita una parola chiave: 'Costituente'". "L'equilibrio attuale - sottolinea Avvenire - basato sull'alleanza sempre più costosa con la Lega e su altri apporti piuttosto raccogliticci, può forse reggere fino alla scadenza della legislatura, anche per la difficoltà delle opposizioni a presentare un'alternativa credibile nell'immediato, ma non sembra riproponibile così com'è a un corpo elettorale che ha mostrato segni inequivoci di esigente evoluzione e di rigetto. Anche il meccanismo del leaderismo plebiscitario su cui si è fondata la lunga vicenda del berlusconismo sembra inceppato e pare arrivato il tempo che si esca dalla spirale del personalismo". Per il giornale della Cei, il Pdl di Alfano deve riaprire "senza arroganze solipsistiche il capitolo delle alleanze tra diversi che dispongono anche di idee, programmi e uomini in grado di esercitare anche un ruolo di opposizione democratica. Si tratta di una mutazione tutt'altro che semplice" però "se Alfano saprà fare e se Berlusconi lascerà fare la scommessa non è persa in partenza".

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