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pubblicato il 06/nov/2013 08:32

Pdl: Alfano conferma l'adesione a Forza Italia e la fedelta' al governo

Pdl: Alfano conferma l'adesione a Forza Italia e la fedelta' al governo

(ASCA) - Roma, 6 nov - ''Qui riuniti ci sono deputati e senatori berlusconiani che rivendicano il merito di avere orientato il partito verso la scelta giusta lo scorso 2 ottobre. Noi siamo amici del presidente Berlusconi e autenticamente vicini a lui. Legati da storici vincoli di amicizia e politici''. Lo dichiara Angelino Alfano, dopo un incontro con Silvio Berlusconi, aprendo ieri sera la riunione dei parlamentari governativi del Pdl a cui hanno partecipato gli alti quattro ministri pidiellini. Il vicepremier conferma di non voler lasciare il Pdl: ''La leadership del presidente Berlusconi e il nome di Forza Italia per me sono due elementi essenziali che mi suggeriscono di entrare in questo nuovo progetto. La questione fondamentale e' non consentire che l'estremismo prenda in mano il partito. Questo si tradurrebbe, in modo inevitabile, anche in una riduzione di voti''. Alfano non risparmia critiche all'ala lealista del Pdl capeggiata da Raffaele Fitto: ''Sarebbe opportuno piu' prudenza da parte di alcuni neofiti che esprimono giudizi su storie e biografie con le quali loro non hanno nulla a che fare. Lo sforzo in questi giorni e' inesausto per assicurare l'unita' nel partito in cui credo e ho sempre creduto dal 1994. Siamo fino all'ultimo con il presidente Berlusconi per l'unita' del nostro partito''. E aggiunge: ''Ma ogni volta che, con il nostro impegno e con i nostri sforzi arriviamo vicini all'unita', vicini a un riavvicinamento sulla linea politica per il bene del Paese, c'e' qualcuno che non la vuole, come dimostra l'alluvione delle dichiarazioni rilanciate dalle agenzie. Per questo, sono molto contento del comunicato diffuso questa sera dal presidente Berlusconi''. La tensione nel Pdl e' risalita dopo la decisione dei capigruppo del Senato di fissare al 27 novembre il pronunciamento dell'Aula di palazzo Madama sulla decadenza di Berlusconi. L'ala lealista del Pdl, a iniziare da Fitto, torna a proporre l'uscita dal governo, mentre il Cavaliere - come ricordato da Alfano - prova a frenare le divisioni: ''Leggo lunga sequenza di dichiarazioni rilasciate da esponenti del nostro movimento con contenuti privi di interesse per i nostri elettori. Oggi piu' che mai l'Italia ha bisogno di un forte, unito e compatto movimento dei moderati''. Alfano ridimensiona i contrasti emersi nel Pdl: ''Sulla tenuta del governo ho ricevuto assicurazione, da parte del presidente Berlusconi, di un sostegno leale nell'interesse degli italiani. Da parte dei nostri ministri, inoltre, c'e' il massimo impegno per migliorare i contenuti della legge di stabilita'''. Il segretario del Pdl fa riferimento pure ai provvedimenti economici allo studio dell'esecutivo: ''Nessuna legge di stabilita' ha mai avuto un'uscita liscia, e' la storia parlamentare che ce lo insegna: le leggi di stabilita' si migliorano e si approvano. L'approvazione sara' il punto di sintesi possibile. Con il contributo dell' intero partito''. Alfano annuncia battaglia sia sul fronte del governo, sia su quello interno al partito: ''Massimo impegno a migliorare la legge di stabilita' per realizzare i nostri programmi, sapendo bene che questo non e' il nostro governo e sapendo anche distinguere chi va in cerca di pretesti strumentali. Un punto fondamentale, infatti, e' distinguere la nostra intenzione di migliorare la legge di stabilita' da chi la prende a pretesto, come prende a pretesto altro, con altri intenti: c'e' una parte, direi ''visibile', del partito che vuole fare cadere il governo''. Da qui l'annuncio di cosa fare nei prossimi giorni: ''E' chiaro che la seconda rata dell'Imu si deve assolutamente cancellare. La nostra battaglia sul piano fiscale, inoltre, ci vede in prima linea. E' altrettanto ovvio che il contributo alla futura Forza Italia non potra' non essere anche in materia di giustizia. In particolare, riteniamo - e lo abbiamo affermato con forza - che l'applicazione retroattiva delle norme che prevedono sanzioni afflittive sia incostituzionale''. Alfano affronta i problemi della giustizia: ''Noi dobbiamo, infine, essere i protagonisti dell'iniziativa parlamentare su amnistia e indulto, per portare avanti un sistema di riforme mirate a migliorare alcune questioni fondamentali. E, in questo senso, il presidente Berlusconi mi ha assicurato sostegno leale nell'interesse del Paese. C'e' tanto Pdl in questo governo''. Il vicepremier tocca pure altri argomenti: ''Tasse, fisco, giustizia, Europa, immigrazione, lavoro sono le coordinate lungo le quali operiamo e ci distinguiamo come partito. Noi siamo europeisti convinti, ma siamo contro una burocratizzazione dell'Europa, vogliamo un'Europa che si faccia carico dei problemi dell'immigrazione - poiche' l'Italia e' uno dei Paesi di transito -, un' Europa che colga i due obiettivi strategici dei padri fondatori: pace e prosperita'. Perche' senza prosperita' non ci puo' essere pace''. In chiusura del suo discorso ai lealisti del Pdl, Alfano conferma di voler sostenere il governo e di non volersi separare da Berlusconi: ''Le questioni importanti sono due: la tenuta del governo per il bene del Paese - perche' gli italiani possono non avere passione per le larghe intese, ma hanno preoccupazione per un Paese che resta senza governo - e la tutela di quelle persone che, proprio nell'interesse del Paese e del nostro partito, hanno detto in un momento difficile la propria idea. E' necessario che siano tutelate attraverso meccanismi che evitino liste di proscrizione''. Il vicepremier fa un accenno a se stesso: ''Non ho posto, invece, la condizione del mio personale destino all'interno del partito''. Commenta Fitto in tarda serata: ''C'e' stata una sconcertante riunione di corrente. Si usano cariche anche istituzionali per sparare sul partito. Non si capisce come si puo' sostenere un governo che sta facendo di tutto per far decadere il leader del Pdl''. ceg/gar/sam/

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