lunedì 16 gennaio | 18:16
pubblicato il 15/giu/2013 18:26

Pd:D'Attorre a senatori renziani, intervista Bersani non e' contro Letta

(ASCA) - Roma, 15 giu - ''Una domanda semplice ai senatori renziani che criticano l'intervista di Bersani: dire a Berlusconi che, se fa cadere il governo, non si va automaticamente a elezioni anticipate significa indebolire o rafforzare l'azione di Enrico Letta?''. Lo chiede Alfredo D'Attorre della segreteria nazionale del Pd replicandoai senatori Pd renziani che hanno sottoscritto una nota comune di critica a Bersani per la sua intervista.

''Non serve -dice D'Attorre- proseguire con la caricatura delle posizioni altrui, come accaduto nei giorni scorsi anche a proposito della fantomatica volonta' attribuita a taluni di restringere la partecipazione alle primarie per l'elezione del segretario nazionale.

Il Congresso di un partito come il PD non potra' che essere un confronto chiaro e aperto tre idee in competizione, non certo l'acclamazione conformistica di una leadership solitaria.

Ci si predisponga tutti a questo confronto con reale spirito di ascolto e rispetto per le posizioni altrui. Cosi' insieme faremo il bene del PD e anche della democrazia italiana''.

Quesa la nota dei senatori del Pd Andrea Marcucci, Isabella De Monte, Mauro Del Barba, Nadia Ginetti e Laura Cantini a commento dell'intervista di Bersani: '''Dopo di me, ci sara' il Pd', per Bersani e' arrivato il momento di dimostrarlo con i fatti. La sua intervista al Corriere della Sera sembra infatti andare nella direzione opposta. Balenare nuovamente un governo del cambiamento con i transfughi 5 stelle e' una ipotesi dell'irrealta' e comunque una bordata strumentale contro chi a parole si vuole difendere, ovvero Enrico Letta. In piu' il Pd che serve al Paese non cambia le regole per contrastare Matteo Renzi''.

''Siamo tra coloro che a viso aperto hanno detto no alla candidatura di Marini -spiegano i senatori- lo abbiamo fatto nel corso di un'assemblea del gruppo, luogo democratico per eccellenza. Quel giorno fu Bersani a venir meno ai patti, sancendo anche la fine dell'alleanza con Sel. Anche sul congresso del Pd, noi ci auguriamo che sia occasione di cambiamento per tutto il partito, dai circoli alle federazioni, ai vertici nazionali. Non ha senso proporre strumenti di elezione diversa a seconda dei livelli, cosi' come ha ipotizzato Bersani. All'ex segretario, chiediamo maggiore rispetto per il suo partito, che sta attraversando una fase decisiva''.

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