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pubblicato il 20/mag/2013 08:36

Pd: Veltroni punta su Renzi. Il sindaco cerca di rompere il fronte M5s

(ASCA) - Torino, 20 mag - Renzi e' il nome piu' adatto per la premiership del Pd: lo dice Walter Veltroni. L'ex leader Pd e il sindaco di Firenze parlano a pochi metri l'uno dall'altro al Salone del Libro di Torino e diventano protagonisti della domenica pomeriggio del Lingotto. I due marciano vicini, anche se non del tutto attaccati: Veltroni elogia Renzi, che ribadisce non faro' il segretario, e a questo proposito l'ex parlamentare mostra di apprezzare Sergio Chiamparino. Ma si tiene anche un via d'uscita (''ma anche'' appunto, nella migliore tradizione veltroniana) quando precisa che un candidato premier, deve saper tenere unita la sinistra, e il sindaco di Firenze, al momento non sembra avere sulla sinistra una forza particolarmente attrattiva.

Renzi, tra presentazione del suo libro ''Oltre la rottamazione'', e l'intervista con Lucia Annunziata 'in mezz'ora', trasmessa sempre dal Lingotto, spara a raffica, innanzitutto contro i parlamentari del movimento Cinque Stelle che fanno l'obiezione di coscienza soltanto sulle diarie. ''Si dividono sul portafoglio'', ironizza, tirandosi dietro l'inevitabile replica dei Grillini (''noi spaccati'? E' il Pd che e' a pezzi''). Ma dietro la battuta c'e' probabilmente un tentativo serio di fare breccia, nel gruppo M5S. E a quel punto aprire nuovi scenari.

Un'unica ammissione di colpa da parte di Renzi, ''ho sbagliato ad usare la parola rottamare, fa paura''. E il leghista Maroni prontamente incalza, ''hanno rottamato lui e la sua politica da fighetti''. Renzi ribadisce che Bersani non ha fatto campagna elettorale, e che per contrastare la sua mano tesa verso l'elettorato deluso di centrodestra oggi ci si trova a governare direttamente con i ministri del centrodestra. Aggiunge che Il Pd ieri non doveva andare in piazza com la Fiom, e a proposito di sindacati lancia una frecciata anche al segretario Guglielmo Epifani, ''speriamo che non parli di lavoro come un segretario della Cgil''. Ne ha anche per il Pdl che ha commesso un errore clamoroso con la manifestazione di Brescia, e da cui viene temuto piu' di altri. Rivela infatti che quando il suo nome circolava nella terna dei candidati a Palazzo Chigi, con Amato e Letta, Berlusconi gli telefono' per dirgli ''non c'e' un veto su di te, Semplicemente non ti vogliamo''. Ora, assicura Renzi, il governo Letta, nato da una sconfitta del centrosinistra, se lavora bene potra' durare anche un anno di piu', non soltanto 18 mesi. Quanto alla legge elettorale Renzi punta su quella in vigore per i sindaci con il doppio turno, un modello che porta con se' il semipresidenzialismo. Veltroni fa l'endorsement sul sindaco di Firenze '' Oggi - dice Veltroni - Renzi sicuramente e' la persona con maggiori caratteristiche per la premiership.

Pero' un partito non vive solo di nomi''. Ma Renzi, prosegue Veltroni, ''dice molte cose che abbiamo detto al Lingotto nel 2007''. Veltroni e' chiamato a presentare il suo libro ''E se noi domani-l'Italia e la sinistra che vorrei'' nella stessa sala di quel 2007. E qui, mettendo qualche variabile in piu', aggiunge che Renzi candidato premier alle ultime elezioni sarebbe stato una ''soluzione piu' carica di capacita' innovatrice e apertura, ma non basta neanche quello. Ci vuole profondita' e capacita' di tenere unito l'elettorato di sinistra''. Quanto a Chiamparino ''e' una persona di primissimo livello, una delle risorse migliori della sinistra italiana. Non c'e' bisogno di fare asse con Renzi - aggiunge l'ex parlamentare - piuttosto non e' piu' il momento di dividersi ulteriormente e convivere con una struttura correntizia''. E al giornalista Massimo Gramellini che lo intervista e gli chiede come mai in questa stessa sala del Lingotto, sei anni fa, non cambio' la squadra dirigente del partito, rivela. ''Non potevo farlo, avevano tutti posizioni di rilievo del governo Prodi, se lo avessi fatto un minuto dopo sarebbe caduto il governo Prodi''.

eg/red

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