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pubblicato il 07/nov/2013 08:00

Pd: stop al tesseramento, il no di Civati e Pittella

Pd: stop al tesseramento, il no di Civati e Pittella

(ASCA) - Roma, 7 nov - ''Sono fenomeni che fanno male al partito. Per quello che mi riguarda c'e' l'indicazione di procedere con rigore assoluto''. Lo dichiara Guglielmo Epifani a conclusione della segreteria del Pd che si e' occupata delle roventi polemiche sul tesseramento. Per evitare che si ripetano casi di rigonfiamenti anomali della platea che in queste settimane partecipa ai congressi di Circolo, Epifani propone lo stop alla possibilita' di iscriversi al Pd entro il prossimo fine settimana: ''Credo che questa sia la strada giusta. Una decisione che conviene a tutti perche' fatta nell'interesse di tutti, anche dei singoli candidati. E' una scelta di buon senso che consentira' di non avere giornate intere in cui si parla solo del nostro tesseramento''. La proposta di stop, precisa Davide Zoggia, responsabile dell' organizzazione del Pd, ha come condizione ''che siano d'accordo tutti i candidati alle primarie e che la Commissione congressuale ne valuti le modalita'''. L'ipotesi avanzata da Epifani ha l'obiettivo di tutelare il partito, sottolinea Zoggia, ''in modo da evitare che nonostante si tratti di sei o sette casi si continui a parlare prevalentemente di questo''. La soluzione di chiudere il tesseramento entro il weekend incontra pero' l'opposizione di Pippo Civati e Gianni Pittella in quanto sarebbe ''tardiva'' e non sanerebbe cio' che e' gia' accaduto in alcuni congressi (sotto i riflettori ci sono soprattutto i casi di Asti, Rovigo, Piacenza, Frosinone e Cosenza). Civati fa la proposta, per evitare ulteriori polemiche, che alle primarie vengano ammessi tutti i candidati e non solo i primi tre come prevede lo statuto del Pd. C'e' invece accordo sulla proposta della segreteria da parte di Gianni Cuperlo e Matteo Renzi. Dichiara il sindaco di Firenze a proposito del tesseramento: ''Lo blocchino, nessun problema. L'importante e' che il Pd torni a discutere di cose concrete''. Cuperlo, il primo a proporre nei giorni scorsi di mettere un limite al tesseramento, spiega la sua posizione in una intervista radiofonica: ''Questa idea che ci si possa iscrivere al partito fino all'ultimo giorno, fino a un minuto prima del voto ma perche'? Non ho mica detto blocchiamo il tesseramento all'anno scorso''. La palla torna di conseguenza al segretario Epifani che dovra' cercare una nuova mediazione che possa trovare l'assenso di Civati e Pittella oltre quello di Cuperlo e Renzi. A rassicurare intanto il Pd sulla politica che intende seguire il governo ci ha pensato lo stesso Enrico Letta. ''Chiedo comprensione per il passaggio che abbiamo dinanzi. Avete competenze e forza in grado di apportare contributi preziosissimi. Tutti noi pero' dobbiamo prendere atto della complessita' della situazione che viviamo'', dice il premier chiudendo in tarda serata la riunione con i gruppi parlamentari del Pd che aveva come obiettivo quello di serrare le file in vista della prova parlamentare sulla legge di stabilita'. ''La partita determinante, la vera partita - aggiunge - la giochiamo in Europa. Questa partita e' la costruzione dell'Europa della crescita per lasciarci alle spalle la sola austerita' Col semestre a guida italiana dobbiamo spostare il timone. Su questo ci giochiamo il futuro''. Puntualizza il presidente del Consiglio: ''Al Consiglio europeo sei li' da solo, in 28 capi di Stato e di governo, senza accanto capi di gabinetto o altro. Li' devi fare delle scelte dinanzi al mondo e al tuo Paese. Li' conta la credibilita', la serieta' delle scelte che nel tuo Paese ha fatto. La famosa storia dei ''pugni sul tavolo' e' una sciocchezza. Nessuno li ha mai battuti. Noi andiamo a Bruxelles credibili, siamo seri''. Per quanto riguarda la legge di stabilita', Letta non e' per il prendere o lasciare: ''E' da migliorare, e il Parlamento lo fara'. Ma l'ultima cosa che deve fare il Pd e' alzare cento bandiere e poi lamentarsi che le sue priorita' non sono passate. Occorrono una o al massimo poche battaglie e su quelle lavorare''. In chiusura, Letta ostenta il suo consueto ottimismo: ''Ci stiamo caricando sulle spalle il cambio di direzione del nostro Paese. E io ho l'ambizione, la speranza e la certezza che gli italiani capiranno. Sono convinto che non e' vero che gli italiani vogliono tutto, la botte piena e la moglie ubriaca. Io sono convinto che gli italiani capiscano e accettino i progressi passo passo purche' questi permettano di costruire un Paese migliore che torna a crescere''. gar-ceg/cam

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