martedì 17 gennaio | 17:01
pubblicato il 09/mag/2013 18:37

Pd: Speranza-Cuperlo, segretario al fotofinish. Dipende dai capicorrente

Pd: Speranza-Cuperlo, segretario al fotofinish. Dipende dai capicorrente

(ASCA) - Roma, 9 mag - Sta lavorando finora a vuoto il gruppo formato da Marina Sereni e Ivan Scalfarotto (vicepresidenti dell'Assemblea nazionale), Luigi Zanda e Roberto Speranza (capigruppo al Senato e alla Camera), Enzo Amendola (coordinatore dei segretari regionali) e David Sassoli (europarlamentare), che dovrebbe presentare una proposta unitaria all'Assemblea nazionale del Pd che si tiene sabato alla Fiera di Roma. In quella sede si dovra' eleggere il nuovo segretario che restera' in carica fino al Congresso che dovrebbe tenersi, salvo sorprese, entro ottobre.

L'ipotesi di una 'prorogatio' della segreteria di Pier Luigi Bersani sembra saltata definitivamente. Quest'ultimo non ne vuole sentir parlare. In queste ore non risponde al telefonino quasi a nessuno. L'ex segretario resta sulla sua posizione: favorire l'ascesa al vertice di Speranza, 34 anni, capogruppo del Pd alla Camera, ex segretario regionale della Basilicata, emerso alla cronaca nazionale quando Bersani lo scelse tra i suoi stretti collaboratori nella fase del duello delle primarie contro Matteo Renzi. Da Potenza alla segreteria del partito in meno di un anno, seppure con il limite temporale di un ''segretario reggente'', sarebbe davvero l'exploit di una carriera politica con pochi precedenti. Per questa soluzione, ritenuta dai piu' ''debole'' e percio' da appoggiare perche' non pregiudica gli assetti futuri del partito, sono favorevoli i lettiani, i franceschiniani e pure i renziani, che pero' non guardano con favore la decisione di non votare sabato la modifica allo Statuto che abolisce l'automatismo tra il ruolo di segretario e quello di candidato a premier. Contro, per ora, ci sarebbero Massimo D'Alema e Rosy Bindi, che ritengono una 'non scelta' il via libera a Speranza, che poi sarebbe affiancato da un direttorio, nel quale entrerebbero i rappresentanti di tutte le correnti interne.

D'Alema, che ieri non ha partecipato alla riunione di Coordinamento del Pd perche' impegnato a Firenze in un seminario internazionale, ha fatto smentire dalla sua portavoce Daniela Reggiani un articolo apparso su ''Repubblica'' di oggi: ''Non c'e' nessuna guerra tra Bersani e D'Alema. D'Alema non ha bruciato la candidatura di Guglielmo Epifani, che peraltro Bersani non ha mai proposto.

Per quanto riguarda Gianni Cuperlo, egli stesso ha deciso di presentare la propria candidatura direttamente al Congresso, nella convinzione che ci voglia una forte legittimazione per affrontare la nuova fase che attende il partito''. Al di la' delle smentite e dei singoli episodi, il conflitto tra Bersani e D'Alema c'e', altrimenti non sarebbero stati proprio i bersaniani i primi ad affondare la candidatura di Cuperlo. I dalemiani non ci stanno all'elezione di Speranza senza combattere per un'altra soluzione. Per questo stanno tessendo in queste ore la tela delle relazioni con le altre componenti del partito che puo' portare alla riproposizione della candidatura di Cuperlo, su cui potrebbe convergere per esempio la componente di Renzi con l'assicurazione che poi Cuperlo ripresentera' la sua candidatura nel Congresso che si terra' a ottobre, quando la riforma dello Statuto sara' stata approvata sul punto che separa il segretario dal candidato a premier. Potrebbero convergere anche alcuni dell'area liberal di Enrico Morando e i critici come Pippo Civati e Laura Puppato, che nella soluzione Cuperlo intravedono maggiore solidita' politica. I renziani chiedono inoltre che nel nuovo organigramma venga rimosso Nico Stumpo da responsabile dell'organizzazione. Individuano in lui il piu' ferreo oppositore del sindaco di Firenze nel corso delle primarie per la premiership del centrosinistra (fu Stumpo a decidere tra gli altri di non allargare la platea dei votanti nel turno di ballottaggio). A favore del ritorno della candidatura di Cuperlo, sbrigativamente liquidata nei giorni scorsi, gioca un'altra considerazione. Se Speranza fosse eletto segretario, si liberebbe la casella di capogruppo a Montecitorio per la quale Franceschini ha gia' pronta la candidatura di Gianclaudio Bressa, restato deputato semplice alla quinta legislatura consecutiva dopo l'assegnazione degli in carichi di governo e di quelli delle commissioni alla Camera (e' stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel I governo D'Alema nel 1998). Questa soluzione non entusiama la maggioranza dei deputati del Pd, soprattutto gli ex Ds.

gar/vlm

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