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pubblicato il 10/ago/2016 09:26

Pd, Speranza: congresso necessario, Renzi fissi subito data

"Cambiare legge elettorale o a referendum votiamo no"

Pd, Speranza: congresso necessario, Renzi fissi subito data

Roma, 10 ago. (askanews) - "Ricordo un hashtag di Renzi a Epifani, #Guglielmofissaladata. Non è il mio stile, ma questa volta direi #Matteofissaladata. Di un congresso del Pd c'è particolarmente bisogno, perchè molte scelte sono andate fuori sia dal mandato del congresso, sia da quello delle primarie per la premiership. Penso alla scuola, al lavoro e alle liste bloccate dell'Italicum". Lo afferma il leader della minoranza Dem Roberto Speranza, in una intervista al 'Corriere della Sera'.

Speranza respinge l'accusa dei renziani secondo cui la minoranza userebbe la Costituzione per far cadere Renzi: "Ragionamento miserevole - dice -. Stiamo parlando dell'architettura istituzionale dello Stato e una lettura tutta politicista non serve".

Speranza ripete la richiesta di rivedere la legge elettorale. "L'unità - dice - la costruisce prima di tutto il segretario. Quando abbiamo votato la riforma del Senato abbiamo chiesto, come condizione, di cambiare la legge elettorale". "Adesso l'atto più unitario possibile sarebbe ammettere che Renzi e il Pd hanno sbagliato", aggiunge, ribadendo che sulla legge elettorale "serve una iniziativa politica nel più breve tempo pèossibile. Anche per portare un pezzo significativo di disagio, che c'è nel Pd, su posizioni più aperte al referendum". Però non servirebbero "piccoli ritocchi estetici" ma un cambiamento sulla "sostanza" della legge. "Se la somma tra legge elettorale e riforma costituzionale - ammonisce - mi convincerà darò una mano altrimenti dirò come la penso. Il Pd ha ancora un tempo congruo per costruire un nuovo equilibrio istituzionale. Se questo avviene ci saranno le condizioni per unire il Pd, altrimenti non potremo sostenere il referendum".

E se vincesse il no, ribadisce, "è impensabile che il destino di un partito sia legato solo a una personalità. Siamo il più grande partito del centrosinistra d'Europa e oggi Renzi ci guida tutti, ma il Pd non inizia e non finisce con una leadership. Ha avuto molti segretari prima di Renzi e avrà tanti segretari dopo di lui".

Speranza critica anche la scelta di intitolare la Festa de l'Unità "L'Italia che dice sì". "Si commette - accusa - un errore grave. Le feste sono state pensate come luogo per parlare anche oltre il Pd. Puntare tutto sul sì alza un muro, una barriera. E rischia di lasciare fuori un pezzo importante della nostra comunità democratica".

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