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pubblicato il 29/nov/2012 21:58

Pd/ Si tratta su 'quota protetta': Bersani 50-60%, Renzi 20%

Sono i numeri, "molto flessibili" che girano alla Camera

Roma, 18 dic. (askanews) - Nessuno lo confermerà mai, anzi verrà probabilmente smentito, ma anche la 'quota nazionale', ovvero quella 'protetta' che porta in Parlamento senza passare per le primarie, dovrebbe essere in qualche modo ripartita in base ai pesi. La vulgata dei giorni scorsi attribuiva il potere di indicare i parlamentari blindati tutto al segretario Pier Luigi Bersani, ma molti deputati e senatori Pd raccontano una versione diversa: al segretario dovrebbe spettare il 50-60% dei garantiti e un altro 20% toccherebbe a Matteo Renzi; il restante andrebbe diviso tra Enrico Letta, Dario Franceschini (un 7%-8% a testa) e il rimanente tra Walter Veltroni, Rosy Bindi, Giuseppe Fioroni. Numeri ovviamente "molto flessibili", viene fatto notare, tutto è poi demandato al 'comitato elettorale' che dovrà valutare le ammissibilità delle candidature e, poi, concordare con le direzioni provinciali i capilista. Il comitato elettorale è composto da tutto il gruppo dirigente del partito e, peraltro, rispecchia appunto le varie anime del Pd: Maurizio Migliavacca, Enrico Letta, Dario Franceschini, Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Nico Stumpo, Vasco Errani, Enrico Gasbarra, Roberta Agostini, Fausto Raciti, Graziano Del Rio e altri due segretari regionali. Tutti hanno incarichi di vertice nel Pd o 'istituzionali', come per esempio Errani e Del Rio. Però Del Rio è anche un renziano, così come Gasbarra è fioroniano. E Letta e Franceschini rappresentano anche 'aree' del partito. Il comitato, in base al regolamento delle primarie, stabilirà se ci sono o no incompatibilità che pesano sugli aspiranti candidati, decideranno i capilista, comporranno di fatto anche la 'quota nazionale' sottratta alle primarie. Quota che, spiega un bersaniano, si cerca di sfruttare al massimo con un escamotage: molti dei capilista verranno scelti tra coloro che prenderanno il maggior numero di preferenze alle primarie, in questo modo resteranno più posti di quel 10% di quota nazionale da assegnare a presidenti di commissione, personalità, esperti di singole materie e via dicendo. Secondo le voci che girano in queste ore, però, Bersani avrebbe intenzione di far passare per le primarie anche la maggior parte dei suoi, uno di parlamentari a lui vicini ancora questo pomeriggio non era in grado di dire se gli toccava la sfida delle primarie o se poteva contare su un posto 'blindato'. Tra i 'garantiti' dovrebbe esserci il professore e ascoltato consigliere Miguel Gotor, mentre della cerchia 'bersanianiana' è data per probabile la candidatura di Stefano Di Traglia. Ancora da decidere se il 'trio' delle primarie Speranza-Giuntella-Moretti entrerà nel 'listone' o dovrà affrontare le primarie.

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