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pubblicato il 02/ago/2012 20:07

Pd-Sel/ Casini sceglie ancora silenzio ma cade veto su Vendola

Adornato: Non chiudiamo porte a nessuno. Pdl avverte:Fuori da Ppe

Pd-Sel/ Casini sceglie ancora silenzio ma cade veto su Vendola

Roma, 2 ago. (askanews) - Sceglie ancora la linea ufficiale del silenzio Pier Ferdinando Casini all'indomani del patto tra Pd e Sel che lo ha chiamato in causa con l'apertura all'Udc in vista delle prossime elezioni. Non una parola, né un'intervista a quanti lo cercano, nemmeno nel giorno in cui tutti lo evocano: il segretario del Pdl, Angelino Alfano, con una provocazione ("Non avrà mai il coraggio di dire agli elettori che è alleato con Nichi Vendola"), l'assessore al Bilancio della Giunta Pisapia ed ex collega di partito, Bruno Tabacci, che lo invita, come ha fatto oggi lui stesso, a scendere in campo come candidato alle primarie del centrosinistra. La linea, comunque, resta quella fatta trapelare già ieri da via dei Due Macelli: bisogna aspettare la riforma elettorale, poi si decide il da farsi. Intanto va avanti l'organizzazione dell'area dei moderati. In questo solco sono i commenti affidati oggi ai deputati Udc Renzo Lusetti e Ferdinando Adornato. Anche se nell'intervista del presidente della Fondazione Liberal a Libero c'è un significativo passo avanti. Cade in sostanza il veto che lo stesso Casini aveva pronunciato all'ultima direzione nazionale del partito nei confronti di Sel (da sempre associata, nelle parole dell'ex presidente della Camera, all'Idv): "E' un fatto positivo - spiega Adornato - che Vendola si sia lasciato alle spalle la fase della demagogia e del populismo. Io non chiudo la porta in faccia a nessuno a patto che si abbandoni il populismo e si faccia una scelta di responsabilità. Se Vendola accetta i contenuti dell'agenda Monti ben venga. Di Pietro e la Lega, per non parlare di Grillo, si sono posti fuori da soli". Adornato non appare preoccupato nemmeno delle divisioni sul tema delle unioni gay: "Non farebbe mai parte di un programma di governo. Se ne discuterà in maniera libera ma non ci sarà alcun vincolo". Le sue parole, sottolineano fonti centriste, sono quelle che più rispecchiano la posizione di Casini, che comunque nell'Udc dovrà fare i conti con voci autorevoli come quella del presidente Rocco Buttiglione di tutt'altro avviso: in un'intervista ad Avvenire spiega che con Vendola non si governa, nel 2013 c'è bisogno delle larghe intese. Intanto il Pdl si scatena contro Casini. A parte Fabrizio Cicchitto che lo invita a "non perdere la storica occasione di ricostruire, d'intesa col Pdl, una larga aggregazione di centrodestra", gli altri sparano a zero. A partire dal segretario Alfano che assicura di non avere alcun rimpianto verso l'Udc e osserva: "Non ce lo vedo proprio Casini a spiegare che la linea sul lavoro la danno Cgil e Vendola, né vedo Vendola a spiegare ai suoi elettori l'alleanza con Casini. Quindi presumo che non la diranno agli elettori ma la faranno dopo le elezioni". Mario Mauro e Maurizio Lupi avvertono che se Casini si allea con Sel ne chiederanno l'espulsione dal Ppe. Una ipotesi che fa sorridere Tabacci che, nella conferenza stampa in cui ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra, spiega come nel Ppe "c'è di tutto. Non stiamo mica parlando del popolassimo di Sturzo, ma di un popolassimo di opportunità". Per Tabacci, tuttavia, Casini dovrebbe scegliere da subito di stare col centrosinistra candidandosi alle primarie in modo da presentare agli elettori una proposta di governo alternativa al populismo di Berlusconi e Grillo. Una provocazione anche questa, visto che l'ex esponente Udc sa perfettamente che le primarie sono uno strumento assolutamente fuori dalla cultura del partito di Casini.

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