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pubblicato il 14/lug/2012 16:47

Pd/ Scontro in assemblea su gay-primarie. Bersani: Basta beghe

Interviene il segretario: "Sentite un attimo..."

Pd/ Scontro in assemblea su gay-primarie. Bersani: Basta beghe

Roma, 14 lug. (askanews) - Finale polemico all'assemblea del Pd e lo scontro non è sulla linea illustrata dal segretario, ma su alcuni ordini del giorno, in particolare sui matrimoni gay e sulle primarie. I promotori degli ordini del giorno a favore dei matrimoni tra omosessuali contestano il documento approvato dal comitato per i diritti, che ha messo a punto un testo sulla materia: Paola Concia, Ivan Scalfarotto, Sandro Gozi e un'altra quarantina di delegati chiedevano il voto sul loro ordine del giorno, voto negato dalla presidenza perché in contrasto con il documento del comitato diritti già approvato. Stessa situazione sulle primarie: Civati, Gozi e altri chiedevano che venissero votati tre ordini del giorno che chiedevano di fissare una data per le primarie, di stabilire le regole per la consultazione e di indicare il limite dei tre mandati per i parlamentari. In entrambi i casi Marina Sereni ha provato a spiegare: "Sono ordini del giorno che contrastano con i voti che abbiamo già effettuato, chi sta in Parlamento dovrebbe saperlo...". Parole che non hanno placato i 'ribelli' che hanno continuato a gridare "voto, voto". A questo punto ha preso la parola il segretario, piuttosto spazientito: "Sentite un attimo.... nel momento in cui per la prima volta il Pd assume un impegno per la regolamentazione delle unioni omosessuali ho sentito dire 'me ne vado dal Pd'. Ma non l'ho sentito dire quando non c'era un impegno così. Poi, su questa questione delle primarie: siamo un partito che deve dire una cosa chiara al paese. Ho detto: non partecipa solo il segretario, primarie aperte; ho detto: si fissa una data ma le primarie non le convochiamo noi, le dobbiamo fare con gli altri. E' chiaro o non è chiaro? O facciamo noi tutto? Dopodiché, ho detto che alla ripresa, avendo discusso un po con i contraenti (gli altri alleati, ndr), saremo in condizione di affrontare sia gli aspetti regolamentari sia gli aspetti statutari. Siamo il primo partito del paese e dobbiamo dire all'italia cosa vogliamo fare. Il paese non è fatto delle beghe nostre. Se si vuol votare, io propongo per il punto uno di votare contro perché la data non la decidiamo solo noi".

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