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pubblicato il 21/gen/2014 15:36

Pd: scontro con Renzi, Cuperlo si dimette dalla presidenza

Pd: scontro con Renzi, Cuperlo si dimette dalla presidenza

(ASCA) - Roma, 21 gen 2014 - Gianni Cuperlo si e' dimesso dalla carica di presidente del Partito democratico. Cuperlo ha comunicato la sua decisione attraverso una lettera inviata al segretario Matteo Renzi e resa nota sul suo profilo Facebook. Le dimissioni del presidente del Pd arrivano dopo lo scontro avvenuto ieri con Renzi nel corso della riunione della direzione del partito. Cuperlo contesta ''l'omologazione, di linguaggio e di pensiero'', verso cui starebbe a suo dire andando il partito sotto la guida di Renzi. ''Mi dimetto perche' sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che - scrive Cuperlo - non puo' piegare verso l'omologazione, di linguaggio e pensiero. Mi dimetto - aggiunge - perche' voglio bene al Pd e voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere. Mi dimetto - dice ancora - perche' voglio avere la liberta' di dire sempre quello che penso. Voglio poter applaudire, criticare, dissentire, senza che cio' appaia a nessuno come un abuso della carica che per qualche settimana ho cercato di ricoprire al meglio delle mie capacita'''. Renzi: spiace se Cuperlo si e' sentito offeso. Critiche si fanno e si ricevono. ''Mi spiace che ti sia sentito offeso a livello personale'' ma ''in un Partito Democratico le critiche si fanno, come hai fatto tu, ma si possono anche ricevere''. Cosi' il segretario del Pd Matteo Renzi, attraverso una lettera diffusa dall'ufficio stampa del partito, risponde a Gianni Cuperlo che, dopo lo scontro di ieri in direzione con il sindaco, ha annunciato questa mattina le sue dimissioni da presidente del Partito democratico. Questo il testo della lettera: ''Caro Gianni, rispetto la tua scelta. Conosco la fatica che hai fatto nell'accettare la mia proposta di guidare l'Assemblea del PD, dopo le primarie. Con franchezza e lealta', non me l'hai taciuta. Non volevi farlo, ma hai ceduto alla mia insistenza. Pensavo, e continuo a pensare, che un tuo impegno in prima persona avrebbe fatto bene alla comunita' di donne e uomini cui ti riferisci nella tua lettera. Comunita' ampia - dice Renzi - che tutto puo' essere tranne che omologata nel linguaggio e nel pensiero. Comunita' difficile. Dove ci si puo' sentire offesi perche' uno ti dice che sei livoroso. E dove si puo' rimanere con un sorriso anche se ti danno del fascistoide. Comunita' bellissima, pero'. Ricca di valori che vanno oltre le personalita' e i caratteri dei singoli. Siamo il Partito Democratico non solo nel nome, del resto - rileva Renzi - un partito vivo, dinamico, plurale, appassionato. Un partito vero, non di plastica. Un partito dove si discute sul serio, non si fa finta. A viso aperto e non nei chiacchiericci dei corridoi. Guardandosi negli occhi e non affidandosi alle agenzie di stampa. La stessa franchezza e lealta' mi ha portato a criticare - nel merito - il tuo intervento di ieri. In un Partito Democratico - sostiene il segretario - le critiche si fanno, come hai fatto tu, ma si possono anche ricevere. Mi spiace che ti sia sentito offeso a livello personale. Ti ringrazio per il lavoro che hai svolto nel tuo ruolo e sono certo che insieme potremo fare ancora molto per il PD e per il centrosinistra. Ci aspetta un cammino intenso - nota Renzi - che puo' finalmente cambiare l'Italia. Quello che io ho potuto fare nel siglare l'intesa con gli altri partiti lo sai: se l'accordo reggera' avremo superato il bicameralismo perfetto, modificato l'errore del Titolo V, ridotte le indennita' e i rimborsi dei consiglieri regionali, garantito il bipolarismo e il premio di maggioranza, introdotto il ballottaggio, ridotta la dimensione dei collegi, eliminato il potere di veto dei piccoli partiti che ha ucciso l'esperienza del centrosinistra con Prodi. Si poteva fare meglio? Si', certo. Ma fino ad ora non si era fatto neanche questo. E rimettere in discussione i punti dell'accordo senza il consenso degli altri rischia di far precipitare tutto. Sono certo che questo non sia il tuo obiettivo e che - pur con funzioni diverse - ripartiremo insieme''. int/

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