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pubblicato il 09/nov/2013 17:58

Pd: Renzi scrive agli iscritti, tocca a noi cambiare verso (1 Upd)

(ASCA) - Roma, 9 nov - ''Scrivo questa lettera a persone i cui indirizzi sono stati forniti dalla sede nazionale del Partito Democratico. Mi scuso dunque se entro nelle caselle di posta elettronica di persone che non sempre conosco.

Vorrei trasmettere pero' con forza, con grinta, con determinazione l'idea dell'urgenza e della possibilita'''.

Cosi' comincia la lunga lettera inviata dal candidato alla segreteria del Pd, Matteo Renzi, ha inviato agli iscritti del partito in vista del Congressio dell'8 dicembre.

''L'Italia deve cambiare. Deve cambiare profondamente la burocrazia, la giustizia, il fisco, il sistema di scuola universita' ricerca. Solo cosi' cresceranno le occasioni di lavoro per i nostri giovani e per chi e' rimasto coinvolto - magari a cinquant'anni - in una delle tante crisi aziendali in corso. E solo cosi' torneremo a essere degni di noi stessi. Perche' la Costituzione - ha sottolineato Renzi - dice che siamo una Repubblica democratica fondata sul lavoro.

Ma in questi anni l'hanno spesso avuta vinta quelli che campano di rendita, non chi vive di lavoro''.

Secondo il sindaco di Firenze ''l'Italia puo' cambiare.

Non e' vero che siamo spacciati, che decidono tutto in Europa, che possiamo solo seguire la tecnocrazia. Tocca a noi provarci. Tocca a noi cambiare verso. Tocca a noi: straordinaria, angosciante, magnifica responsabilita'. Il destino del nostro Paese e' nelle mani di chi legge questa lettera, di chi va a votare, di chi fa delle proposte. Non tutto e' spacciato, anzi. Dare un'opportunita' all'Italia dipende da noi. Pero' - scrive Renzi - servono idee chiare, servono donne e uomini capaci di realizzarle. Serve la politica, insomma. In tanti dicono che dobbiamo diminuire il tasso di politica. No. C'e' bisogno di piu' politica. Piu' politica, ma meno politici, meno costi e posti di un sistema che in questi anni ha moltiplicato le poltrone ma ha diminuito i voti''. ''Troppi cittadini - scrive ancora il sindaco di Firenze - sono stanchi e purtroppo in Italia il primo partito e' quello degli astenuti. E servono i voti degli italiani: quei voti che non abbiamo saputo prendere alle ultime elezioni.

Tra di noi c'e' chi dice che e' meglio perdere restando pochi, che vincere aprendosi e convincendo gli altri: io credo che sia importante costruire un PD capace di vincere e di convincere. Altrimenti non facciamo politica: facciamo filosofia, sociologia, cultura ma non politica. Un Partito corre per vincere, non per partecipare: noi - aggiunge - puntiamo alle elezioni, non alle Olimpiadi. Il Partito Democratico e' oggi l'unica vera grande speranza perche' questo cambiamento sia radicale, serio, profondo. Tocca a noi, nessuno si tiri indietro. Se non lo facciamo noi, nessuno lo fara' al posto nostro''.

Renzi spiega poi di essersi candidato perche' ''vorrei che questa comunita' di donne e uomini, che questo popolo sconfitto alle ultime elezioni, che questo gruppo di cittadini provasse finalmente a vincere per cambiare finalmente l'Italia. Senza gli intrighi del passato, dove quando abbiamo vinto abbiamo mandato a casa i nostri leader.

Senza l'esasperata guerra di correnti: giudichiamo le persone sulla base delle loro idee, non della loro appartenenza a singoli gruppi interni. Ho detto piu' volte che questo discorso vale innanzitutto per chi si professa 'renziano': voglio che ci chiamiamo con il nome proprio di persona, non con il cognome altrui di corrente''.

Renzi ricorda che, in passato, ''cio' che ho promesso, poi l'ho mantenuto. Mi hanno insegnato che quando ci si candida oltre a dire: Io vorrei fare, bisogna anche dire: Io in questi anni ho fatto. Ho anche fatto tanti errori. Penso che sia piu' bello sbagliare e ripartire che restare alla finestra limitandosi a criticare gli altri. Ho conosciuto il sapore della sconfitta, come lo scorso anno quando ho perso il ballottaggio delle primarie contro Bersani: in quel caso ho rifiutato tutte le proposte di premio di consolazione e sono rimasto al mio posto. Oggi - incalza - mi candido con una mozione titolata ''L'Italia cambia verso'' in cui sono contenute ''le idee che vorremmo realizzare con il PD di domani. Per adesso difendo ovunque, anche sulla stampa e in tv, il PD di oggi. Chi in queste settimane spara nel mucchio dicendo che ci sono casi anomali nel tesseramento dovrebbe fare i nomi e i cognomi delle singole localita'. Altrimenti diamo l'impressione che 370 mila persone che vanno a votare sono 370 mila imbroglioni. Non e' cosi'. Se ci sono imbroglioni, si prendono e si cacciano. Ma non si fa di tutta l'erba un fascio. E io difendo la dignita' delle centinaia di migliaia di persone perbene che vanno a votare al congresso prima (solo i tesserati) e alle primarie dopo (tutti).

Difendo in particolar modo la dignita' di chi non vota per me: cosi' deve fare il responsabile di una comunita'. Se vi va- aggiunge il sindaco di Firenze - vi propongo di restare in contatto, creando un comitato o semplicemente mandandomi un email a matteo@matteorenzi.it con idee e proposte'' ''In ogni caso vi aspetto nei seggi del partito, per gli iscritti, fino a domenica 17 novembre. E aspetto tutti domenica 8 dicembre alle primarie. Molti ironizzano sul fatto che noi facciamo le primarie, sui nostri confronti e talvolta anche sui nostri scontri. Ma noi siamo gli unici in Italia che invitano centinaia di migliaia di persone a uscire di casa e mettersi in gioco. A provarci davvero. A essere cittadini, non solo utenti. Giochiamo a carte scoperte, noi.

Perche' ce lo possiamo permettere: siamo un Partito Democratico, di nome e di fatto'', conclude Renzi.

com-brm/mau

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