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pubblicato il 28/ott/2013 08:31

Pd: Renzi, mai piu' larghe intese e serve la riforma della giustizia

Pd: Renzi, mai piu' larghe intese e serve la riforma della giustizia

(ASCA) - Roma, 28 ott - ''Provo stupore. C'e' qualcosa di incredibile nel fatto che migliaia di persone facciano centinaia di chilometri per ascoltarsi e per discutere. La Leopolda non indebolisce la voglia di guardare al domani, e' uno spazio in cui la politica torna ad appassionare''. Cosi' Matteo Renzi nel discorso di chiusura della tre giorni presso l'ex stazione ferroviaria di Firenze, diventata simbolo dei convegni programmatici promossi dal sindaco della citta' che ora corre per conquistare la segreteria del Pd nelle primarie del prossimo 8 dicembre. ''Questo e' un popolo che continua a credere nella politica. Noi parliamo di futuro, per questo non parliamo di Berlusconi'', prosegue. Renzi risponde ai suoi critici: ''Credo che sia qualcosa di sinistra se c'e' un posto di lavoro in piu' e non uno in meno. Chi fa l'imprenditore fa l'eroe perche' crea posti di lavoro. Chi crea posti di lavoro confrontandosi con mercati dove si paga l'energia il 30% in meno, con meno tasse e burocrazia, e' un eroe. E' essere di destra? Io credo che sei di sinistra se c'e' una speranza in piu'. La sinistra che non cambia si chiama destra''. Poi aggiunge: ''Vorrei anche dire che noi dobbiamo definirci, non possiamo permettere agli altri di definirci. Un autorevole esponente del centrodestra dice io e Alfano non abbiamo litigato, il nostro nemico e' Renzi. Ecco: e' l'errore che ha fatto la sinistra di definirsi sulla base del nemico. Noi siamo definiti dai nostri amici, da chi siamo noi, da cio' che vogliamo portare avanti''. Il sindaco di Firenze indica alcune priorita' del suo programma: ''Subito via le Province. Se per caso ci capita di vincere queste primarie, noi siamo i custodi del superamento del bicameralismo perfetto: via il Senato e si' alla Camera delle autonomie. Ho sbagliato a votare si' al referendum sul titolo V della Costituzione per i poteri concorrenti che ha creato, come nel settore dell'energia e del turismo, tra Stato e Regioni''. Altro punto programmatico: ''Dobbiamo fare la riforma della giustizia. Dobbiamo finirla con chi in questi anni ha proposto una giustizia ad personam ma allo stesso tempo dobbiamo dire cosa pensiamo noi al riguardo'', ha detto Renzi ricordando la storia di Silvio Scaglia (il fondatore di Fastweb assolto a Roma da tutte le accuse nel processo per le presunte attivita' di riciclaggio). Riforma delle legge elettorale: ''Serve una legge elettorale per cui, tra l'altro, quello che governa e' per cinque anni responsabile: mai piu' larghe intese e questo non significa essere contro il governo, ma la questione e' che questo sistema va modificato e noi dobbiamo essere custodi dell'alternanza. Io dico che una legge elettorale che funziona e' quella dei sindaci. Mai piu' inciuci, mai piu' larghe intese, mai piu' giochini sulle spalle degli italiani''. Il candidato alla segreteria del Pd fa un annuncio: ''Italia, Europa, lavoro, educazione: quattro punti a cui corrisponderanno quattro iniziative concrete, se guideremo noi il Pd. Quattro punti accomunati dall'idea di semplicita'. Sara' una rivoluzione della semplicita'''. Renzi sprona il pubblico della Leopolda a non dare per certa la sua vittoria nelle primarie: ''Vincere e' un'espressione da non usare in generale. Occhio alla sindrome New Zealand che stava avanti 8-1 e ha perso 9-8. Occhio a chi pensa di avere gia' vinto, se si vuol vincere si tira fuori l'entusiasmo personale''. E sul futuro, dopo aver detto di essere convinto che alla decadenza di Berlusconi dal Senato non corrispondera' la caduta del governo, afferma: ''Le prossime elezioni le vinciamo se andiamo a recuperare gli otto milioni che hanno votato Grillo, e chi non ne puo' piu' del Pdl, andandoli a prendere con le nostre idee''. Gianni Cuperlo, da Trieste, sottolinea le differenze delle proprie proposte rispetto a quelle di Renzi: ''Abbiamo un'opinione diversa sull'idea del futuro di questo Paese e soprattutto del modello di Pd. Pero' e' un fatto positivo che di discuta. In fondo siamo un partito che fa del suo congresso la piu' grande occasione per ricollocare il significato e l'ambizione del Pd nell'Italia dei prossimi anni''. Il candidato alla segreteria del Pd polemizza sulla mancanza di simboli del partito alla Leopolda e ripete di ritenere che la guida del partito sia incompatibili con altri incarichi, soprattutto con quello impegnativo di sindaco di una grande citta'. Giuseppe Civati, da Napoli dove ha presentato la sua candidatura a segretario, attacca le larghe intese e dichiara che se c'era un limite nell'alleanza col Pdl ''questo e' stato gia' superato''. Invita a non dare per scontati i pronostici sulla vittoria di Renzi al Congresso: ''Vedo tanti che fanno pronostici ma nel Pd li sbagliamo sempre''. Sottolinea Civati: ''In caso di sconfitta, non ho alcuna intenzione di lasciare il partito. Perche' me ne dovrei andare? Il Pd e' nostro''. Gianni Pittella, il piu' europeista tra i candidati alla segreteria del Pd (e' vicepresidente del Parlamento europeo), ha idee chiare sull' attualita': ''Il Pd deve sottrarsi alla schizofrenia di Berlusconi e al tentativo di scaricare i problemi giudiziari sul governo. Se questa e' la storia, bisogna fare immediatamente la legge elettorale e poi andare a votare. La riforma del sistema di voto va fatta salvaguardando assolutamente il bipolarismo come avviene in tutta Europa''. gar/sam/

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