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pubblicato il 14/set/2012 05:10

Pd/ Renzi lancia sua candidatura, strizza l'occhio a delusi Pdl

"Ma se perdo sarò in prima fila ad aiutare chi vince"

Pd/ Renzi lancia sua candidatura, strizza l'occhio a delusi Pdl

Verona, 14 set. (askanews) - Per "cambiare l'Italia" dei prossimi 25 anni ha strizzato l'occhio agli elettori delusi del centrodestra e confermato la linea della "rottamazione" della vecchia classe dirigente, cercando di scrollarsi di dosso l'etichetta del guastatore fine a se stesso: "Se si perde sarò in prima fila a dare una mano a chi vince". Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha scelto Verona per presentare ufficialmente la sua candidatura alle primarie per la leadership del Partito democratico, prima tappa di un lungo viaggio in camper per le 108 province italiane. Una candidatura, ha spiegato con un discorso tutto all'insegna dell'ottimismo e della concreta possibilità di vincere e guidare il Paese, che ha lo spirito di una "scommessa di coraggio, di dignità, di bellezza". Con la quale "accettiamo di non limitarci a lamentarci, ma ci mettiamo in gioco tutti". Dal palco di Palazzo della Gran Guardia, sotto la grande scritta in blu "Adesso!" (e nessun simbolo del Pd), Renzi ha lanciato con un discorso di oltre un'ora la sua campagna che avrà, nelle intenzioni dell'outsider toscano, "uno stile improntato al rispetto alla serenità, alla sobrietà, alla leggerezza". Obiettivo: "Cambiare l'Italia, non il Pd", una cosa che per Renzi è "possibile e immediata". Se si perde però, assicura, "non ci si inventa una formazioncina politica di serie Z". I tre cardini del programma, ha spiegato lo stesso Renzi, sono "il futuro, l'Europa, il merito", partendo dal presupposto che "l'Italia è migliore di come ce la raccontiamo". Riguardo i "contenuti", il tallone d'Achille della sua proposta secondo i suoi avversari, Renzi ha spiegato che presto "sarà disponibile online una prima bozza di documento programmatico" ma "non è il programma della candidatura, ma l'offerta di una discussione aperta e il più possibile condivisa alle persone che stanno a casa e credono in noi". Il sindaco di Firenze non ha perso però l'occasione per tornare ad attaccare la storica classe dirigente del Pd: "C'è una burocrazia forte nel nostro partito, autorevole, capace di avere dalla propria il vento dei sondaggi, convinta di avere già vinto. Ma io starei attento perché le gioiose macchine da guerra (l'accordo elettorale tra le forze di sinistra del 1994, che però poi persero le elezioni ndr) le abbiamo già viste". Un attacco esteso alla sinistra radicale, che, ha ricordato, "fece cadere Prodi". Un'alleanza immortalata nella foto del Palazzaccio, "più brutta di quella di Vasto", su cui compaiono Antonio di Pietro, Nichi Vendola e altri leader della sinistra. Renzi, che da diversi osservatori viene indicato come uno dei politici di centrosinistra più amati dal centrodestra, per "vincere" ha sconfinato nell'altro campo, affermando di "non aver paura" di chiedere i voti di chi "in passato ha votato Berlusconi: "Voglio stanarvi dalle vostre delusioni: volevate il federalismo e vi siete trovati uno Stato centralista, volevate un milione di posti di lavoro e avete i figli disoccupati. Noi le elezioni le vogliamo vincere, non siamo qui solo per partecipare".

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