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pubblicato il 03/set/2013 12:00

Pd/ Renzi 'promosso' a Bologna, la 'rossa' ormai è sua

Ad ascoltarlo alla Festa de l'Unità dirigenti e 4mila militanti

Pd/ Renzi 'promosso' a Bologna, la 'rossa' ormai è sua

Bologna, 3 set. (askanews) - La prova più faticosa, quella con la base del Pd di Bologna, Matteo Renzi l'ha superata senza fatica ieri sera alla Festa de l'Unità. Ora manca qualche dichiarazione ufficiale dei "prudentissimi" dirigenti locali, ma ormai l'Emilia-Romagna, regione "rossa" per eccellenza, è passata dalla parte dell'ex rottamatore che davanti a una platea di oltre quattromila persone ha chiarito subito: "Io non mi sono candidato per prendere il partito, ma per restituirvi il partito". In prima fila a seguire il comizio di Renzi tutti, o quasi tutti, i vertici locali del Pd: dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, al segretario provinciale Raffaele Donini e quello regionale Stefano Bonaccini. Sotto il tendone delle conferenze la folla era pronta già tre ore prima, mentre in uno spazio a fianco all'incontro con il "giovane turno" Matteo Orfini hanno presenziato soltanto una decina di fedelissimi. "La prossima volta si va all'arena. Non è colpa mia se siamo qua" ha scherzato il sindaco di Firenze, informato sulle polemiche dei giorni precedenti sulla mancata concessione dello spazio riservato ai comizi dei segretari e ai concerti. "Mi hanno detto che c'è chi è arrivato alle quattro per ascoltarmi... deve avere qualche problema". Davanti agli ormai ex bersaniani, Renzi snocciola un po' tutti i temi utilizzati nei precedenti comizi a Forlì, Reggio Emilia e alla festa nazionale di Genova, come fossero già i punti programmatici della sua campagna elettorale in vista del congresso e delle possibili primarie. "Dobbiamo recuperare dei punti" e prendere "il voto dei delusi del centrodestra e dei 5 stelle" per vincere. "Sono vent'anni che i problemi sono sempre gli stessi: cambiano le facce, ma i problemi sono sempre quelli". E ancora: "Sogno un Pd che smetta di chiedere la linea a Roma ma che parta da chi lavora sul territorio, dai sindaci e non da quelli che pensano di essere superburocrati". Infine un auspicio che in Emilia-Romagna vale come uno scongiuro: "C'è bisogno che il Pd non faccia per l'ennesima volta una polemica interna" perché da troppi anni "siamo abituati a caratterizzarci sulla base delle correnti, delle componenti".

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