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pubblicato il 24/nov/2011 05:10

Pd/ Partito reagisce a richiesta di dimissioni per Fassina: "No"

Nerozzi: Molto poco liberal. Marino: problema reale ma malposto

Pd/ Partito reagisce a richiesta di dimissioni per Fassina: "No"

Roma, 24 nov. (askanews) - Il Pd reagisce con una raffica di dichiarazioni alla richiesta di dimissioni di Stefano Fassina avanzata dai 'liberal' del partito. Dopo la diffusione della nota di Enzo Bianco e degli altri, dal quartier generale dei democratici è arrivata una pioggia di repliche di parlamentari Pd, tutti in sostegno del responsabile economia: Paolo Nerozzi, senatore democratico ed ex dirigente Cgil, ha detto che si sarebbe aspettato "tutto" ma non "che proprio i 'liberal' del Pd pretendessero epurazioni, e per giunta via fax". Lo afferma il senatore del Pd Paolo Nerozzi. Critico anche Ignazio Marino, che pure non condivide affatto le posizioni di Fassina: "Il problema esiste, ma non si affronta con dimissioni", ha detto Marino. "In un partito non si chiedono le dimissioni di chi la pensa in maniera diversa, ma certamente dobbiamo affrontare un problema che esiste. Serve un chiarimento nella prossima direzione nazionale: rispetto alla lettera della Bce, il Pd non può accogliere nella direzione nazionale di luglio la nomina di Mario Draghi con scroscianti applausi e poi trasformarlo, in quella successivamente in una figura da criticare, solo perché dice il contrario di ciò che pensa un membro della segreteria". Toni simili dai componenti Pd della commissione Lavoro del Senato, Rita Ghedini, Giorgio Roilo e Tiziano Treu: "Non comprendiamo francamente come, proprio nel momento dell'impegno e della massima responsabilità, si possano avanzare richieste che tendono ad enfatizzare tensioni interne". E a favore di Fassina sono anche i deputati democratici Stefano Esposito, Antonio Boccuzzi e Giacomo Portas (Moderati): "La richiesta di dimissione di Stefano Fassina da parte di alcuni esponenti democratici 'Liberal' è la dimostrazione della subalternità politica e culturale che caratterizza quella parte del Pd che si autocandida a svolgere il ruolo di 'Monti Boys'".

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