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pubblicato il 27/feb/2014 20:16

Pd: ok Direzione a Pse, Fioroni vota contro. Renzi, e' punto di partenza

Pd: ok Direzione a Pse, Fioroni vota contro. Renzi, e' punto di partenza

(ASCA) - Roma, 27 feb 2104 - Rotta verso il Pse. Il Partito democratico ratifica una decisione gia' ampiamente scritta. E a poco serve il ''netto'' no di Beppe Fioroni, convinto che la Direzione nazionale, la prima riunita con il segretario Matteo Renzi in veste anche di premier, abbia cosi' ''annullato'' il ''progetto politico innovativo'' del Pd.

Ovvero, creare ''un nuovo spazio per i riformisti''. Ma tant'e'. Centoventuno si', 1 no e 2 astenuti. Un responso numerico che non lascia spazi a dubbi, ne' a margini di contestazione. Cosi', ironia a parte (''comprero' i pop-corn per assistere all'epico scontro tra D'Alema e Fioroni sul ruolo dei cattolici nella sinistra europea'', afferma Renzi, nel tentativo di stemperare toni in verita' mai davvero accesi), il premier riassume cosi', in poche battute, il suo punto di vista: ''Il dibattito sull'Europa non finisce, e' il tempo del nostro futuro e l'adesione al Pse e' certo punto di arrivo per tante storie. Ma oggi il nostro impegno ad aderire e' soprattutto un punto di partenza''. Renzi avra' modo di dilungarsi sulla questione al Congresso Pse, sabato, al Palazzo dei Congressi dell'Eur, a Roma. Quando si indichera' formalmente Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, quale candidato alla presidenza della Commissione europea. Oggi, all'Auletta dei gruppi di Montecitorio - location scelta per una contemporanea iniziativa in corso al Nazareno - la relazione introduttiva spetta al ministro degli Esteri. L'adesione del Pd al Pse - spiega Federica Mogherini - ''e' un processo che viene da lontano'', anche perche' ''sarebbe contraddittorio non far parte di nessun partito europeo''. ''Nel 2009 - ricorda il ministro - il Pd ha costruito in ambito Ue il gruppo Sed, un'alleanza progressista dei socialisti democratici, per un lavoro di legislatura che e' stato in questi anni sempre di confronto''. E alle ultime primarie, aggiunge Mogherini, ''tutti i candidati avevano confermato che la strada unica per il Pd era l'adesione al Pse''.

Questo, prosegue il ministro, ha le sue radici nel ''nostro europeismo, partendo dalle parole del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Sarebbe contraddittorio non far parte di nessun partito europeo; inoltre c'e' in Europa una dinamica bipolare: progessisti-conservatori. Noi dobbiamo contribuire a rafforzare questa visione di contrapposizione''.

Per Mogherini bisogna uscire ''dalla tentazione di raffigurare l'Italia come un povero Paese del Sud, ma come uno dei grandi Paesi europei. Francia e Germania ci aspettano per fare cambiamenti radicali. La discussione austerity si', austerity no, e' ormai alle nostre spalle'' ed e' venuto il momento ''di aprire la stagione degli investimenti e della creazione dei posti di lavoro''.

Austerity a parte, molto critico, sin dalle sue prime parole, l'intervento di Fioroni, esponente dell'area popolare: ''Intendo formalizare il mio netto dissenso''.

''Perche' forzare la mano?'', si chiede Fioroni, ''cosa e' cambiato negli ultimi giorni?''. L'ingresso nel Pse rappresenta ''un'opera di mero assemblaggio'', rivolta a ''fare un'operazione fittizia''. ''Il rischio e' ridurre a dettagli di poco conto'' quelli che che sono invece ''gravi problemi di sostanza politica''. E ''non basta il sottotitolo Democratici'' nel nuovo nome 'Partito dei socialisti e democratici europei'. ''Invece di andare avanti arretriamo, se diventiamo socialisti con disinvoltura rischiamo di fare una scelta contro noi stessi, perdendo il filo della coerenza con il percorso innovativo intrapreso'', per andare ''oltre'' le famiglie esistenti e creare invece ''un nuovo spazio per i riformisti''. ''Insomma, bisogna andare avanti'', sottolinea l'ex Ppi, ricordando il suo ''voto contrario'' ad un'operazione che ''rischia di annullare il nostro progetto politico innovativo in Europa''. ''Ribadendo l'indisponibilita' a morire socialdemocratici, auguro a tutti voi - conclude Fioroni, che nel corso del suo intervento si e' piu' volte rivolto a Renzi - di vivere intensamente da democratici''.

Una battuta, quest'ultima, che non passa inosservata.

Tanto da spingere D'Alema - convinto che l'adesione al Pse sia ''correttissima'' e abbia alla base ''un forte impegno innovativo per la nascita di una forza progressista, di una forza ideologicamente plurale'' - a replicare cosi': ''C'e' tra noi chi non vuole morire democristiano, chi non vuole morire socialista. Ecco, io mi atterrei alla prima parte, che ci mette tutti d'accordo...''. Si arriva cosi' alla battuta di Renzi sui pop-corn. In attesa che li compri, oggi il Pd ha tracciato la sua rotta europea.

red/vlm

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