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pubblicato il 30/ago/2013 08:43

Pd: obiettivo Congresso, Renzi torna in campo

Pd: obiettivo Congresso, Renzi torna in campo

(ASCA) - Roma, 30 ago - Tocca all'Assemblea nazionale del Pd, che si riunisce il 20 e 21 settembre, convocare il Congresso del partito entro l'anno; ma con la ripresa dell'attivita' politica dopo la pausa estiva sono inevitabili i duelli congressuali tra candidati alla segreteria e tra leader. Oggi e' la giornata del ritorno sulla scena di Matteo Renzi che alle 18 parlera' a Forli' nella Festa del Pd e alle 21 a Reggio Emilia in una analoga iniziativa del suo partito. Il premier Enrico Letta sara' a Genova, dove inaugurera' la Festa nazionale del Pd con una intervista condotta da Mario Orfeo, direttore del Tg1. Malgrado le candidature alla segreteria del Pd debbano essere ancora ufficializzate, sono Gianni Cuperlo, Pippo Civati e Gianni Pittella ad aver annunciato da tempo la propria scesa in campo. A loro si aggiungera' certamente Matteo Renzi, come ha annunciato in una conversazione che appare sul numero dell'''Espresso'' in edicola. Tra i nodi da sciogliere in vista del Congresso, c'e' innanzitutto quello della separazione o meno tra il ruolo di segretario e quello di candidato premier del centrosinistra. Nel caso si opti per questa soluzione, non gradita a Renzi, occorre riformare lo statuto del Pd che prevede che i due ruoli coincidano. Sulla strada che potrebbe portare il sindaco di Firenze a palazzo Chigi c'e' il problema del possibile antagonismo con Letta, se il governo di larghe intese dovesse durare fino al 2015, come si e' augurato lo stesso premier nel suo discorso programmatico alle Camere parlando di 18 mesi come arco temporale per misurare l'efficacia dell'esecutivo. Renzi si dice convinto che ''il governo durera', l'unico elemento imponderabile si chiama Silvio Berlusconi''. Poi avverte che non sara' certo lui a recitare il ruolo dell'avversario del governo, pur avvertendo che ''le larghe intese non possono diventare un'ideologia. come vorrebbe qualcuno''. Nel caso le elezioni anticipate dovessero allontanarsi, Renzi potrebbe decidere di ricandidarsi a sindaco di Firenze o di spiccare il volo verso il Parlamento europeo (le elezioni europee si terranno la prossima primavera) avendo intanto conquistato la segreteria del partito. I bookmaker che fanno previsioni sul Congresso del Pd danno per vincente Renzi. Dalle primarie dello scorso novembre per la premiership, quando perse nello scontro risolutivo con Pier Luigi Bersani, e' passata molta acqua sotto i ponti. Oggi l'ex rottamatore puo' contare tra i suoi sponsor, ad alcune condizioni, perfino su Massimo D'Alema che a novembre aveva minacciato fuoco e fiamme nel caso di vittoria di Renzi. Quest'ultimo puo' contare sulla maggioranza dei consensi in Emilia Romagna e Toscana, tradizionali regioni rosse. Con il sindaco di Firenze si sono schierati Leoluca Orlando ed Enzo Bianco, sindaci di Palermo e Catania. Dichiarazioni di simpatia sono arrivate perfino da Nichi Vendola e Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, entrambi leader di Sel. Dopo il flop elettorale che ha aperto le porte al governo di larghe intese, lo smottamento di consensi nel Pd verso Renzi e' stato progressivo fino a rimescolare gli antichi schieramenti. A resistere alla scelta del sindaco di Firenze come leader del Pd e del centrosinistra sono i bersaniani che annunciano una propria mozione congressuale e un proprio candidato al vertice del partito (Roberto Speranza, capogruppo alla Camera, o Stefano Fassina, viceministro all'Economia?). Perplessita' su Renzi segretario sono state manifestate pure da Dario Franceschini e Beppe Fioroni che pero' potrebbero ripensarci se si dovesse andare a uno scontro tra piu' candidati riservandosi di privilegiare Letta per la premiership insieme ai bersaniani. Ieri Bersani ha dichiarato in una intervista a ''Repubblica'': ''Tutti i candidati dovranno dire una parola, descrivere la missione che hanno in mente per i prossimi anni: con chi, contro chi, per fare che cosa. Non mi sono fatto ancora l''idea di quale Pd ha in mente Renzi. Al momento non ce l'ho chiarissima''. Per l'ex segretario del Pd, si potrebbe tuttavia superare l'automatismo tra ruolo di segretario e ruolo di candidato premier per il centrosinistra. D'Alema, dalla Festa del Pd a Firenze, chiarisce la propria posizione dopo aver definito Letta ''un leader transitorio per un governo momentaneo'': ''La costruzione di un nuovo centrosinistra non consiste soltanto nelle primarie per la scelta del leader. E' un impegno di lunga lena cui Renzi potrebbe accingersi da subito''. Aggiunge l'ex ministro degli Esteri: ''Penso che sarebbe necessario avere una personalita' che lavori per il nuovo centrosinistra e avere un segretario del partito. E chi fa questo lavoro difficilmente riesce a fare bene anche l'altro''. L'idea sarebbe quella di lavorare a un inedito accordo tra renziani e dalemiani che affiderebbe a Cuperlo la segreteria del Pd e a Renzi la leadership del centrosinistra. Quanto a Walter Veltroni, lui e' renziano fin dalle primarie dello scorso novembre. In una recente intervista a ''Repubblica'' ha ribadito la sua posizione differenziandosi da D'Alema sul tema della non coincidenza tra segretario e candidato premier (quindi niente via libera a Cuperlo segretario). Goffredo Bettini, ex braccio destro di Veltroni, ha gia' espresso la sua predilezione per Renzi. Lo stesso ha fatto Piero Fassino, ex segretario del Pd e sindaco di Torino. In questo quadro, le candidature di Civati e Pittella potrebbero risultare ''di bandiera''. Il primo, ex conigliere regionale in Lombardia e ora deputato, raccoglierebbe i consensi di una nuova sinistra interna che non si riconosce in Renzi o nel tandem Renzi-Cuperlo e chiede al partito un rinnovamento politico-culturale e di ricostruire l' alleanza con Vendola. Il secondo, vicepresidente del Parlamento europeo, potrebbe conquistare uno spazio nell'area del Pd che guarda con favore all'Internazionale socialista. gar/lus/bra

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