lunedì 16 gennaio | 18:16
pubblicato il 03/mag/2013 16:02

Pd: Morgando, mi sono dimesso per il partito

(ASCA) - Torino, 3 mag - ''L'ho fatto per il partito'', dice Gianfranco Morgando che da poche ore ha annunciato le sue dimissioni da segretario regionale del Pd in polemica con la mancata nomina di esponenti piemontesi del partito nella squadra di governo. Da sei anni alla guida del partito in Piemonte, vincitore di due consultazioni primarie, prima contro Giancluca Susta e poi contro l'ex ministro Cesare Damiano, Morgando spiega la sua decisione nella sede del Pd che ancora porta i segni e i manifesti della protesta dei giovani del partito di ''occupy Pd''.

''Non ho mai pensato di dimettermi perche' mi veniva chiesto dal movimento occupy Pd - dice Morgando - pero' so bene che quel movimento era espressione di un malessere nel partito a cui andava data una risposta. Ora da segretario credo che il partito piemontese abbia diritto che qualcuno gli dica che ci sono delle responsabilita' politiche, non credo di averle, ma me le assumo''. E a chi gli chiede se prevede che la sua decisione sara' seguita da altri, ad esempio dalla segreteria regionale oppure dal segretario cittadino Paola Bragantini, Morgando non risponde: ''per il momento penso a cosa devo fare io''. Insiste che il partito ha dato ''un segnale di grave insipienza ''.

''Non potevo non rilevarlo - aggiunge - , non potevo non garantire al pd piemontese un sussulto di dignita'. Per questo mi sono dimesso'': Nella sua lettera al presidente dell'assemblea regionale Andrea Giorgis sottolinea di aver cercato inutilmente contatti, ma i telefoni i telefoni hanno squillato a vuoto e i messaggi sono rimasti senza risposta.

Ma non vuole fare il nome di chi si e' negato al confronto.

''Non lo dico, fa parte dei normali rapporti. Qui non c'e' nulla di personale c'e' il problema del pd piemontese, non ho fatto questione di nomi''. Ma ammette che la vicinanza a Bersani, che ha sempre sostenuto e di cui e' stato anche sottosegretario, puo' avergli nociuto.

''Il problema e' il Piemonte - premette - certo il processo decisionale ha tenuto conto in modo quasi esclusivo dei rapporti di forza interni. Mi rendo conto che in un grande partito e' inevitabile, ma cio' non esclude che i problemi dei territori possano stare dentro questo approccio''.

Oggi la segreteria piemontese del Pd prendera' atto delle dimissioni di Morgando. Spettera' all'assemblea regionale del partito nominare un segretario reggente fino al congresso, che dovrebbe svolgersi prima di quello nazionale tra settembre e ottobre. eg/mau/ss

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